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Picchiava il marito: un anno e 4 mesi

Pena patteggiata, il coniuge era stato ricoverato con una prognosi di 25 giorni

Un anno e quattro mesi per aver picchiato e umiliato l’anziano marito. È questa la pena che ha patteggiato Laura Civitan, 63 anni. Il gip Guido Patriarchi ha accolto - dopo l’assenso del pm Lucia Baldovin - l’istanza del difensore Giovanni Di Lullo e ha chiuso di fatto, concedendo la sospensione della pena, il procedimento che era iniziato con l’arresto della donna avvenuto nello scorso mese di giugno. Laura Civitan era accusata di aver picchiato di frequente il coniuge, insultandolo, minacciandolo e anche cacciandolo fuori di casa. Il 27 giugno i carabinieri erano entrati nell’appartamento di via Capodistria chiamati da una vicina di casa.

Prima che Laura Civitan aprisse la porta di casa, i militari avevano dovuto attendere sul pianerottolo ben venti minuti. «Non apro, è casa mia. Andatevene», aveva ribattuto la donna protetta dall’uscio. Quando finalmente era stata indotta a cambiare idea e aveva tolto la catena, gli uomini dell’Arma si erano trovati di fronte a una scena terribile: il marito era ridotto in uno stato pietoso. Era sdraiato a terra sul terrazzo dell’abitazione. Su tutto il suo corpo c’erano segni evidenti di percosse: ecchimosi, ferite, graffi mal rimarginati.

L’uomo, che ha 73 anni, era stato ricoverato all’Ospedale Maggiore con una prognosi di 25 giorni. Era stato dimesso dopo oltre un mese: l’8 agosto. Ma una volta rientrato a casa le vessazioni erano riprese. I vicini se ne erano accorti a causa del volume sonoro delle discussioni, urla e invocazioni che provenivano dall’appartamento della coppia. I casigliani avevano raccontato cosa accadeva in quell’appartamento. Anche la figlia dei due anziani era stata interrogata, assieme a buona parte dei parenti, al medico di base e agli stessi fratelli di lei.

Ne era uscito un quadro desolante, pesantissimo. Ma quantomeno inedito: nelle storie di violenza che approdano alle aule di Giustizia di solito sono le donne ad assumere il ruolo di vittime e gli uomini di coloro che maltrattano le compagne.

La donna era stata subito arrestata. In seguito, all’inizio di novembre, aveva ottenuto la libertà. Si era proclamata innocente: «Non ho mai picchiato o maltrattato mio marito. Non ho mai neppure lontanamente pensato a fare ciò di cui sono stata incredibilmente accusata». Ma scegliendo di patteggiare Laura Civitan ha di fatto accettato la pena sulla base delle prove raccolte dall’accusa. Un anno e quattro mesi per aver ripetutamente picchiato e minacciato il marito.

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