Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Le interviste di Basaglia e un ’68 visto dagli autori: le chicche dei Mille Occhi

Il Festival internazionale del cinema e delle arti sarà in scena dal 14 al 20 settembre al Teatro Miela

TRIESTE Lo stretto legame che unisce il nome di Franco Basaglia alla 17° edizione de “I mille occhi”, Festival internazionale del cinema e delle arti in scena dal 14 al 20 settembre al Teatro Miela dopo la consueta anteprima di due giorni al Cinema Trevi di Roma, appare lampante fin dal titolo: “Corpo, sguardo, silenzio”, un esergo in cui si vuole rendere omaggio al celebre psichiatra veneziano, nell’anniversario dell’introduzione della legge 180 che quaranta anni fa rivoluzionava da Trieste ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

TRIESTE Lo stretto legame che unisce il nome di Franco Basaglia alla 17° edizione de “I mille occhi”, Festival internazionale del cinema e delle arti in scena dal 14 al 20 settembre al Teatro Miela dopo la consueta anteprima di due giorni al Cinema Trevi di Roma, appare lampante fin dal titolo: “Corpo, sguardo, silenzio”, un esergo in cui si vuole rendere omaggio al celebre psichiatra veneziano, nell’anniversario dell’introduzione della legge 180 che quaranta anni fa rivoluzionava da Trieste la concezione stessa di salute mentale.

Nei sette giorni di programmazione, la figura di Basaglia sarà al centro di proiezioni e incontri: dal reportage di Sergio Zavoli “I giardini di Abele”, presentato in anteprima assoluta, fino al film incompiuto di Basaglia (nella foto di Neva Gasparo), una serie di conversazioni e interviste con politici italiani intorno alla legge che porta il suo nome, realizzate poco prima della sua scomparsa.

Questo, però, non è l’unico trait d’union che “I mille occhi” disegna con il territorio: il Premio Anno Uno 2018, infatti, andrà al regista Franco Giraldi, «non perché triestino - assicura il direttore artistico Sergio M. Grmek Germani - ma in quanto grande cineasta di cui riscoprire il valore europeo e mondiale». A lui e alla sua opera è dedicata la retrospettiva in cui trovano spazio pellicole di segno spesso diverso, da “Sugar Colt” a “La Bambolona”, da “La Frontiera a “Un anno di scuola”, ambientato e girato nel capoluogo giuliano.

Tra gli ospiti che si riuniranno a Trieste per l’omaggio “rosselliniano” dedicato a Giraldi non potevano mancare Omero Antonutti e Claudio Magris, ma a presenziare alla consegna del Premio ci sarà anche la “star” austriaca Senta Berger, protagonista in “Cuori Solitari” e “La giacca verde”.

In un anno speciale come il 2018, in cui - come evidenzia Michele Zanetti, presidente dell’Associazione Anno Uno - ricorrono diversi anniversari, non può mancare uno speciale dedicato al ’68, rifuggendo tuttavia i titoli più esplicitamente politici e inseguendo piuttosto film e autori che hanno contribuito ad aprire nuovi orizzonti: Pietro Germi e Giorgio Bianchi, Vittorio De Seta e Marco Ferreri, Carmelo Bene e Ermanno Olmi.

Mila Lazic prosegue il percorso di scandaglio delle avanguardie serbe e croate nella sezione “Castelli di Sabbia”, mentre Olaf Müller è il curatore della rassegna dedicata alla produzione italiana del prolifico regista Eckhart Schmidt, un vero e proprio “unicum” nel panorama del cinema tedesco. —