Quotidiani locali

PORDENONELEGGE 

Mieli e la “boccaccia” della Fallaci lectio sulla libertà di espressione

Il giornalista e storico terrà il 21 settembre, al Verdi un excursus sul dovere del giornalista: dalle Gazzette del ’600 alle fake news

PORDENONE. «Apro la mia boccaccia e dico quello che mi pare». Parola di Oriana Fallaci, anzi alcune fra le sue ultime parole, consegnate al New Yorker il 30 maggio 2006 in un lungo articolo intitolato “The Agitator“, un appassionato ‘stream of consciousness’ attraverso i ricordi di una vita, le riflessioni sull’Islam, la politica italiana e mondiale. Non c’è dubbio che Oriana Fallaci abbia saputo costantemente testimoniare il diritto essenziale di ciascun giornalista: la libertà d’espressione. Un tema tutt’altro che pacifico, anche a Occidente dove spesso ci illudiamo che alcune conquiste siano impermeabili e inattaccabili: se ne occuperà la 19° edizione di pordenonelegge, in programma dal 19 al 23 settembre, attraverso la lectio del giornalista, storico ed editorialista Paolo Mieli.

Venerdì 21 settembre, alle 18 al Verdi di Pordenone sarà affidata a Mieli la lezione intorno alla “Libertà di stampa”, un appassionato excursus attraverso quattro secoli e mezzo: dal ‘600, quando comparvero le prime rudimentali “Gazzette”, ai nostri giorni.

«Ovviamente non si tratterà di una storia didascalica, enucleata data per data – spiega Mieli - ma di una riflessione intorno ai casi più significativi che nel tempo hanno investito la libertà di stampa. E soprattutto focalizzeremo il riverbero della questione negli scritti di Oriana Fallaci, giornalista di riferimento per questo tema così attuale: senz’altro la giornalista italiana più nota nel mondo nel 900. Fallaci si è trovata al crocevia di una serie di episodi nevralgici legati alla libertà di espressione giornalistica, esemplari di interrogativi che si sono posti per quattro secoli e che non smetteranno di farci riflettere nei decenni a venire. Oggi – sottolinea ancora Mieli - riduciamo tutto al tema delle fake news, ma ci sono questioni ben più sottili che attengono al dovere del giornalista: come affrontare il rischio, innanzitutto, quello proprio e quello degli altri. Perché a volte dare notizie può significare compromettere la vita altrui: quindi, qual è il confine, quali i criteri deontologici e come li affrontano e risolvono le nostre leggi? Un incontro per rileggere “il caso Fallaci” che sul piano personale e professionale si inserisce perfettamente nell’eterna questione della libertà di stampa».

A pordenonelegge Paolo sarà anche

protagonista del dialogo con Antonio Scurati, sabato 22 settembre (ore 11, piazza San Marco). Scurati, peraltro, proprio qualche giorno prima, il 12 sette,bre, esce con “M. il figlio del secolo” (Bompiani), un romanzo sull’ascesa del fascismo. Info: www.pordenonelegge.it



TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Premio ilmioesordio, invia il tuo libro