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La voce di Dana Gillespie a Muggia «Che ricordi la Swinging London»

L’artista che ha condiviso il palco con Bob Dylan, Mick Jagger e David Bowie stasera si esibisce con una band blues nella piazzetta di Borgo San Rocco 

trieste

Quarant’anni anni di carriera e 46 dischi pubblicati. Autentica leggenda del blues e assoluta protagonista della vivacissima e irripetibile stagione musicale londinese degli anni 60, stasera alle 21 nella piazzetta di Borgo San Rocco si esibirà Dana Gillespie. Definita la “Queen of British Blues" e al fianco di artisti come Bob Dylan, Mick Jagger e David Bowie (con il quale ebbe anche una storia adolescenziale), l’artista di Woking ha attraversato da protagonista gli anni della Swinging London. Ad accompagnarla dal vivo in una carrellata di pezzi quasi esclusivamente originali firmati dalla stessa cantante una band dal colore blues formata da Moreno Buttinar, batteria; Mike Sponza, chitarra e voce; Roberto Maffioli, basso; Angelo Chiocca, sax e Stefano Muscovi, tromba. Gillespie torna a esibirsi con Sponza con cui era salita anche sul palco di TriesteLovesJazz. «Sono felice - afferma - di aver cantato una canzone nel suo nuovo cd e nei suoi ultimi due album. Adoro Trieste e ho ottimi ricordi della città: è meravigliosa e quando posso colgo al volo la possibilità di venirci. Ci passavo spesso quando tenevo concerti in Croazia».

Ha interpretato Maria Maddalena in Jesus Christ Superstar ed è apparsa anche in Tommy, due leggendarie opere rock.

«Sono onorata di essere stata la Mary Magdalene originale e mi sono divertita molto con Tommy, ma oggi non sono sicura che avrei firmato un contratto di un anno, perché significa non poter viaggiare e attualmente trascorro molto del mio tempo “on the road”, cosa che amo».

Cos’aveva di speciale la Swinging London e com'è la scena oggi?

«Non ci faccio molta attenzione. Tutto è cambiato, le vendite dei dischi e anche i club e i giornali musicali. E non sempre in meglio. Sono stata fortunata ad aver fatto parte di un'era avvincente e mi sono divertita molto».

Quello con David Bowie è stato un rapporto speciale.

«Avevo 13 anni quando l'ho incontrato e si faceva chiamare ancora David Jones. Mi ha fatto sentire un sacco di cose alla chitarra e abbiamo passato molto tempo legati dall'interesse per la musica. Negli anni ‘70 abbiamo avuto lo stesso manager per 5 anni, finché lui non si è trasferito a tempo pieno in America. Ho sempre preferito l'Europa e non volevo trasferirmi, ma ho cantato comunque in “Ziggy Stardust” e lui ha scritto per me “Andy Warhol” per il mio terzo album. Nel pezzo suona una chitarra a 12 corde e, ascoltando attentamente, si può sentire la sua voce in sottofondo. Gli piaceva così tanto la mia versione che decise poi di registrarne una sua su "Hunky Dory”. Doveva produrre l'intero album, ma la sua carriera iniziò a decollare, così fu il suo chitarrista, Mick Ronson, ad assumere il ruolo di produttore».

Che ricordi ha di Warhol?

«Ha realizzato la copertina del mio quarto album. Bowie allora passava molto più tempo con Andy che con me, che non ero così attratta dai club quanto lui».

E con Bob Dylan, com’è andata?

«Ho aperto i concerti del suo

tour nel Regno Unito del ‘77 e sono orgogliosa del fatto che mi abbia richiesto specificamente: eravamo buoni amici dal ‘65 quando suonava ancora solo la chitarra acustica e valutava molto la mia capacità di scrivere canzoni. E se un apprezzamento così viene da Dylan…». —



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