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Ariella Reggio e Lino Guanciale nonna con il nipote drag queen

I due attori insieme nel corto “Pepitas” che debutta domani al Festival di Tavolara È il frutto di un workshop per giovani cineasti in sala martedì a Milano

trieste

Lui, Lino Guanciale, l'attore del momento occupato sul set de La Porta Rossa 2. Lei, Ariella Reggio, celebre attrice triestina e non solo. Dopo due film, To Rome With Love e The Space Between, ai quali hanno partecipato «ma – come ricorda lo stesso Lino – non ci siamo mai incrociati», si sono ritrovati assieme nel corto Pepitas che verrà presentato domani alla XXVIII edizione del Festival del Cinema di Tavolara, mentre il 24 al cinema Anteo di Milano. Sono tre i corti, tra i quali Pepitas, realizzati dagli studenti di Mini FilmLab, il workshop dedicato ai giovani cineasti.

«Sotto l’egida di Silvio Soldini c’è un bellissimo programma di stage con livelli differenziati e con registi con più o meno esperienza, che dà la possibilità ai ragazzi, che faticherebbero a reperire le risorse, di migliorare nella scrittura e di poter girare dei loro corti che abbiano idee forti. Gli attori che partecipano aderiscono sempre con piacere, perché la qualità della scrittura e dei ragazzi che fanno la regia è molto alta». Da questo progetto è nato Pepitas e grazie alla presenza di Soldini e alla sua rete di contatti, Lino Guanciale e Ariella Reggio si sono ritrovati a girare insieme. «Abbiamo girato a Milano – racconta Ariella –; sono l’unica attrice triestina che non fa parte de La Porta Rossa e dove incontro Lino? A Milano! È nato subito un amore».

Lino Guanciale si cala nei panni di un giovane che di notte si trasforma in una drag queen, Ariella Reggio, invece, in quelli di una nonna. «Il corto – spiega Lino – è impregnato sul rapporto tra una nonna e un nipote che oltre a volersi molto bene hanno entrambi delle difficoltà, tra i due però c’è un segreto e una sera verrà fuori». La regia è firmata da Alessandro Sampaoli. «Lavorare con Ariella è stato strepitoso», prosegue Lino. «Oltre ad essere bello, Lino è anche una persona favolosa, un bravissimo attore, serio, educato, gentile...finora», conclude sorridendo Ariella. «È stato bello interpretare un personaggio che fosse molto nascosto da quello che avevo fatto fino adesso», aggiunge Lino.

Un'arte, quella del cortometraggio, che continua a farsi strada, cercando di raggiungere un pubblico sempre più ampio. «Penso che sia difficile fare un corto – spiega Ariella – perché bisogna concentrare la storia in breve tempo e per questo sono importanti sia gli interpreti che il regista». «È vero quello che dice Ariella – prosegue Lino –. È difficile scriverli e realizzarli perché non entrano in circuiti remunerativi, però, nello stesso tempo, sono la fucina dalla quale sono passati tutti i più importanti talenti, è una miniera in cui

germinano tutte le idee, spesso ad opera di registi che poi cominciano a farsi spazio. Ci trovi tante novità». Per ora non è prevista una presentazione del corto a Trieste, però «chissà – come dice Ariella – forse lo vedremo a Cortinametraggio o a TriesteShortFestival». —



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