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Quinta giornata a Gorizia del Premio dedicato alla sceneggiatura proiezioni e approfondimenti con il regista Andrea Mariani, in concorso 

Il cinema sperimentale e politico nei Gruppi universitari fascisti

IL PROGRAMMALa mattinata odierna del Premio “Sergio Amidei” a Gorizia è interamente dedicata alla sezione “Racconti privati, memorie pubbliche: storie dal margine”. La retrospettiva curata da Diego...

IL PROGRAMMA

La mattinata odierna del Premio “Sergio Amidei” a Gorizia è interamente dedicata alla sezione “Racconti privati, memorie pubbliche: storie dal margine”. La retrospettiva curata da Diego Cavallotti regala al pubblico stimoli di riflessione sul cinema a partire dalla selezione delle opere più rappresentative del “cinema sperimentale” italiano degli anni Trenta ideate dai Cineguf, associazioni dei Gruppi Universitari Fascisti.

Dalle 10 in sala 3 del Kinemax si susseguono “I ragazzi della via Paal” di Mario Monicelli e Alberto Mondadori, “Cinci” di Michele Gandin, “Il covo” di Luciano Emmer e Vittorio Carpignano e “Le disavventure della terza compagnia” di Antonio Marzari. Ed è proprio la selezione di questi quattro cortometraggi realizzati tra il 1934 e il 1943 a fare da trait d’union con l’incontro per la sezione “Pagine di cinema” che dà spazio per la prima volta a ricerca, studio e presentazione di opere editoriali legate al cinema. Andrea Mariani è l’autore del libro “Gli anni del Cineguf. Il cinema sperimentale italiano dai cine-club al neorealismo” che sarà presentato alle 12 con Carlo Montanaro, Silvio Celli e Simone Venturini nella Mediateca “Ugo Casiraghi”.

«La selezione proposta dei film dei Cineguf - dice Mariani - è un’occasione rarissima per vedere alcuni dei risultati più sorprendenti di una vasta produzione concepita dalle cosiddette Sezioni cinematografiche dei Guf, ovvero i Cineguf. Cine-club sostenuti e finanziati dal regime mussoliniano e disseminati in tutto il Paese negli atenei del Regno, i Cineguf hanno prodotto centinaia di cortometraggi di vario genere, dalla fiction, al documentario, all’animazione, tra il 1934 e il 1943. Il cinema sperimentale dei Cineguf, è stata una pratica fortemente debitrice del documentario e capace di coprire capillarmente lo spazio fisico di buona parte della nostra penisola, interrogandosi sulla messa in scena della propria porzione di realtà, attraverso una pratica che in un gesto di sperimentazione si faceva anche luogo politico. È stato un cinema che ha dunque posto al centro la ricerca di un “nuovo realismo”, e che non a caso ha coinvolto numerose personalità di giovani intellettuali che avrebbero animato la cultura neorealista: Monicelli, Comencini, Lattuada, Emmer, Antonioni, Pasolini, e molti altri».

La quinta giornata dà inoltre il via alla sezione sulla serialità televisiva “Scrittura seriale: sentire e ascoltare” a cura di Sara Martin che quest’anno racconterà il biopic dedicato al poeta della canzone italiana attraverso la proiezione di “Fabrizio De Andrè. Principe libero” di Giordano Meacci e Francesca Serafini (ore 15, sala 2, Kinemax). Il tema verrà trattato dalla curatrice durante la tavola rotonda

delle 18, che presenterà una riflessione sul libro “Lui, io, noi” alla presenza di Meacci e Serafini, autori della pubblicazione con Dori Ghezzi, compagna di De Andrè. Alle 21.15, al Parco Coronini Cronberg, in concorso “Easy” del regista e sceneggiatore Andrea Magnani. —



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