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Oggi a Cividale il Mittelfest mette in scena un’opera corale per la pace, con le parole dello scrittore Angelo Floramo 

Omaggio ai ragazzi del ’99 con i Millennial delle Orchestre di Lubiana e Sarajevo

lo spettacolo udine Al Mittelfest di Cividale dedicato ai Millennials, non poteva mancare un omaggio ai Millennials del secolo scorso, quei “ragazzi del ‘99” (300.000) che avrebbero compiuto 18 anni...

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Al Mittelfest di Cividale dedicato ai Millennials, non poteva mancare un omaggio ai Millennials del secolo scorso, quei “ragazzi del ‘99” (300.000) che avrebbero compiuto 18 anni tra il 1917 e il 1918 e che furono chiamati alle armi dall’Italia nel primo conflitto mondiale. La pagina commovente e dolorosa dei giovani che l’esercito italiano preparò (nel 1917) per combattere al compimento del diciottesimo anno d’età è al centro di una coproduzione Mittelfest, che onora la storia universale, unendo le note alle parole dello scrittore friulano Angelo Floramo.

«In un momento in cui in Europa si stanno rialzando muri e fili spinati – spiega Floramo – ci è sembrato importante giocare sull’urgenza di pace, confronto e crescita, mettendo in relazione, in una sorta di corto circuito ideale ed emotivo, il futuro dei nostri ragazzi del ’99 di 100 anni fa, destinati a combattere e a morire in guerra, e quello dei ragazzi del più recente 1999, la cosiddetta generazione Erasmus».

Il lavoro, opera corale che andrà in scena oggi alle 22 in piazza Duomo, è intessuto di musica, «il codice espressivo principale», precisa Floramo, che ha scritto «un testo semplice, che aggiunge alcune sottolineature in punta di piedi». La struttura e la funzione aggiunge l’autore, «è quella di un coro greco, una voce critica che commenta i fatti in bilico tra la follia della guerra e la speranza che alimenta le nuove generazioni, allora come oggi».

Nel mezzo, alcuni “inserti”, in sloveno, friulano e tedesco. «Le tre lingue di questa terra – spiega Floramo - nelle voci di Milos, Nardin e Max, tre giovani combattenti al fronte destinati a perdere la vita». Un richiamo alle tre radici culturali di questa regione, «spesso intrecciate a formare la nostra identità composita, per secoli in armonia tra loro e costrette in alcuni momenti a combattersi e a uccidersi, indossando diverse divise».

Le tre voci, conclude lo scrittore, sono «tre mini flussi di coscienza, a dire quello che avrebbe potuto essere e invece non è stato a causa della guerra».

In scena l’Orchestra Internazionale di Lubiana, composta per lo più da giovani musicisti provenienti da diversi paesi mitteleuropei, tra cui Italia, Slovenia e Austria, con l’Orchestra Filarmonica di Sarajevo, dirette da Ziva Ploj Peršuh, maestra nota per le sue interpretazioni forti e sublimi di brani di musica sia classica che contemporanea. Un giovane millennial tra l’altro suonerà uno spartito di un musicista di allora che perse un arto in guerra.

Oggi il festival ospita altri due attesi appuntamenti: il primo alle 19.30 al Ristori con la giovane compagnia slovena Maribor, che vede protagonisti Uroš Kaurin e Vito Wies, giovanissimi e già pluripremiati, in "Hero 2.0". Il secondo con la regista e artista visiva Jasmila Zbanic, già vincitrice dell’Orso d’oro a Berlino, che inaugura al Mittelfest in prima mondiale un’installazione appositamente realizzata per il festival, intitolata Razor Wire, filo spinato (ore 21, chiesa Santa Maria dei Battuti).Domani, alle 18 nella chiesa di san Francesco a Cividale il soprano

Francesca Aspromonte in “Un’alma innamorata”, al Teatro Nuovo di Udine alle 20.30 la prima nazionale del lavoro teatrale “Hinkemann” (Croazia). Poi la replica di “Hero 2.0” alle 21 al Ristori di Cividale e finale in musica dalle 23 in piazza Duomo con “47 Soul”. —





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