Quotidiani locali

il saggio 

L’anomalia italiana un calabrone dalle ali pesanti che sbatte sui vetri

Valerio Castronovo storico della contemporaneità analizza gli ultimi trent’anni della Repubblica: inefficienze corruzione, scarso senso civico

PAOLO MARCOLIN

“Credevamo di essere ricchi”. Comincia così il racconto dello storico Valerio Castronovo sugli ultimi trent’anni della storia italiana: ‘L’anomalia italiana’ (Marsilio, 350 pagg., 19 euro). Quando nel 1986 il nostro Pil aveva superato quello della Gran Bretagna e l’Italia aveva inaspettatamente guadagnato il quinto posto tra i Sette Grandi, tra Milano da bere e yuppy sembravamo avviati verso un nuovo boom, invece tra Tangentopoli e il rischio della bancarotta sappiamo come finì. Poi, presi dall’eterno ritorno della fascinazione per l'uomo solo al comando, ci siamo assicurati il ventennio berlusconiano, interrotto dagli intermezzi prodiani, artefici dell’ingresso nell’euro, passato in pochi anni dagli applausi ai fischi. Intanto il nuovo secolo portava il G8 di Genova e l’11 settembre, mentre il crack di Wall Street e la bolla finanziaria spargevano ovunque i bacilli di una crisi che allargava il divario fra il nord e il sud del mondo e azzoppava i risparmiatori della Penisola. Una società con una visione impaurita del futuro genera nuove forme di aggregazione politica e il vento di sovranismo e populismo alza le vele un po’ ovunque nel vecchio continente. Il saggio di Castronovo, un profilo storico dagli anni ’80 ai nostri giorni, si fa apprezzare perché riassume e analizza gli anni più vicini a noi, quelli che si faticano di più a ricordare. Un paradosso solo apparente, perché proprio il flusso ininterrotto di notizie che ci avvolge è il nemico principale per comprendere il presente, in cui tutto sembra parlarci con lo stesso grado di importanza ma impedisce l’esercizio della giusta distanza che chiarifica lo sguardo. Castronovo, storico della contemporaneità e dell’economia, ci porta alle radici dell’exploit di Lega e 5Stelle partendo dai rapporti speculari tra Dc e Pci, espressione di quell’anomalia italiana per la quale la prima repubblica era centrata su un sistema bloccato, ma al tempo stesso consociativo che si reggeva su un crescente debito pubblico. La semplificazione degli schieramenti politici nata dalla nuova legge elettorale degli anni ’90 non ha provveduto, sostiene Castronovo, a risolvere i nodi della corruzione, delle inefficienze

dell’apparato statale, dello scarso senso civico. Ostaggio di vizi endemici che hanno reso fragili le istituzioni, l’Italia appare agli occhi dello storico “come un calabrone in volo, oberato da ipoteche interne e esposto a ogni stormir di fronde esterno”. —





TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro