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Il Futurismo rivive a Casa Russolo

Con uno spettacolo dedicato venerdì si inaugura la galleria permanente a Portogruaro

PORTOGRUARO. Il palazzo dei conti Altan di Salvarolo a Portogruaro è una delle più significative architetture di stile gotico e rinascimentale che tra il XV e il XVI secolo impreziosirono il tessuto della cittadina veneta. Dalla famiglia Altan passò ai nobili Venanzio, originari di Urbino, che nel 1877 lo vendettero al Comune.

Il 30 aprile 1885 vi nacque l’artista futurista Luigi Russolo, nel mezzanino concesso dal Comune ad uso abitazione a suo padre, Domenico Russolo, organista del Duomo e direttore filarmonico. Per volontà dell’amministrazione comunale, la dimora cinquecentesca, che già ospita il centro culturale con la biblioteca civica, accoglierà ora uno spazio interamente dedicato all’artista diventando la sua galleria permanente: Casa Russolo.

L’inaugurazione è in programma venerdì sera, a partire dalle 20.30, con una notte futurista che proporrà “teatro+danza+musica+immagina….zione” con Massimiliano Finazzer Flory, seguita da una degustazione di cucina futurista, una performance musicale elettronica e la “Gran sarabanda di percussioni”. Dopo aver trascorso i suoi primi anni nella città natale, nel 1901 Luigi Russolo si trasferì a Milano dove iniziò a frequentare i corsi serali dell’Accademia di Brera. Qui conobbe Boccioni, Carrà, Balla, principali esponenti della pittura futurista, e insieme a loro nel 1910 firmò il “Manifesto dei pittori futuristi”. Qualche anno dopo, nel 1913, pubblicò il manifesto “L'arte dei Rumori” dove scrisse tra l’altro: “Noi futuristi abbiamo tutti profondamente amato e gustato le armonie dei grandi maestri. Beethoven e Wagner ci hanno squassato i nervi e il cuore per molti anni. Ora ne siamo sazi e godiamo molto più nel combinare idealmente dei rumori di tram, di motori a scoppio, di carrozze e di folle vocianti, che nel riudire, per esempio, l’Eroica o la Pastorale”. Allo scoppio della guerra partì per il fronte con il Battaglione Volontari Ciclisti Lombardi a Gallarate. Negli anni venti ritornò ad esporre con gli artisti futuristi in diverse mostre nazionali e internazionali, organizzando contemporaneamente i suoi concerti un po’ in tutta Europa. Nel ‘34 si stabilì a Cerro di Laveno sul Lago Maggiore, dove morì il 4 febbraio 1947. A Casa Russolo, in un allestimento curato da Boris Brollo, sarà esposta l’intera raccolta delle lastre originali di tutte le sue incisioni insieme ad alcuni oli e la copia di uno degli strumenti da lui creati, ovvero un “Intonarumori”; una documentazione multimediale

racconterà quindi la sua vita e la sua variegata produzione artistica.

Sempre venerdì sera sarà inaugurata la scultura luminosa di Marco Lodola “Martelli futuristi”, donata dall’artista alla città in cui ha svolto il servizio militare.

Franca Marri



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