Quotidiani locali

Ariella Reggio torna a San Giusto con Sarajevo

Da sabato al castello lo spettacolo di Gilberto Forti. Poi una commedia dialettale e il nuovo dramma di Furio Bordon 

TRIESTE. Il passato e il presente si incroceranno al Castello di San Giusto. Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia presenterà, negli spazi del castello lo spettacolo “A Sarajevo il 28 giugno” di Gilberto Forti sabato, domenica, il 17, 21 e 22 giugno, alle 21, per la rassegna Trieste Estate organizzata dal Comune. Quattro repliche per un fortunato spettacolo che vedranno il ritorno, nel ruolo della nobile Polyxena Singer, di Ariella Reggio. «È un piacevole nuovo incontro con questa signora che racconta la sua giovinezza - spiega Reggio -: lei ha avuto il piacere di ballare con principe Francesco Ferdinando e questo ricordo rimarrà con lei anche quando si trasferirà in America, dove vivrà la sua vita». Una vita oltre oceano che nasconde una velata nostalgia per i tempi dell’Impero. Forse come la Trieste odierna. «Non credo che ne siano rimasti molti di nostalgici - sorride la Reggio -, sicuramente le generazioni prima della mia lo rimpiangevano, ma già per me ne rimane un romantico ricordo raccontato dai nonni. Trieste è stata austriaca per cinquecento anni e quindi ci sta che soprattutto nei momenti di difficoltà qualcuno abbia guardato indietro, ai tempi in cui tutto andava bene, ma credo che ormai le nuove generazioni non conoscano bene questo passato». Ad affiancarla, in questo allestimento, Giulio Cancelli, Fulvio Falzarano, Lara Komar e Ivan Zerbinati.

E da nobildonna Ariella Reggio, si prepara a fare ritorno, in scena, al Rossetti con “Un momento difficile” di Furio Bordon, coproduzione dello Stabile regionale con lo stabile di Catania: «Interpreterò una donna in difficoltà all’inizio del 2019 - spiega -, ma prima, come da tradizione sarò impegnata nello spettacolo dialettale e in altre iniziative della Contrada. Con l’anno nuovo mi dedicherò al testo di Bordon che mi ha colpita molto. Le nostre strade ci hanno portato a incontrarci in diverse occasioni e anche quando eravamo impegnati in altri progetti siamo sempre rimasti in contatto. C’è un legame di stima e di fiducia che credo sia reciproca con Furio, e che mi ha portata a seguire anche le vicende di sua madre». «Mi piace il modo in cui Bordon scrive - continua l’atrice - perché riesce a parlare di argomenti drammatici con distacco e ironia. Il suo tratto è sempre intelligente, poetico e triestino. E la donna che interpreterò a me ricorda sua madre, anche se so che il testo è nato prima, ma io credo che ogni autore riesca a mettere tra le pieghe di un suo lavoro una parte di sè». Lo spettacolo la vedrà in scena con Massimo Dapporto: «Sarò una madre che va verso la fine dei suoi giorni convivendo con la demenza senile. Ma, come dicevo, questo testo saprà commuovere e al tempo stesso far sorridere. Quando si invecchia si deve vedere la vita con distacco». E per lei, che ha lavorato anche oltremanica, l’ironia non va sottovalutata: «L’ironia fa parte della nostra

cultura. Anche l’autoironia. Sono doti che rischiano di andare perse e che invece andrebbero valorizzate». Biglietti disponibili, per “A Sarajevo il 28 giugno”alla biglietteria del Rossetti e, nelle sere delle repliche, al castello di San Giusto mezz’ora prima dell’inizio.



TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro