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Trieste, i "Nostri Angeli" vegliano sulla verità

Al Rossetti la 15.a edizione della serata del Premio Luchetta dedicato ai giornalisti che aiutano i bimbi vittime di conflitti. Applauso ai genitori di Giulio Regeni

TRIESTE È stata una grande festa, al Politeama Rossetti, la Serata I nostri Angeli del Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta. Una serata elegante che ha visto in prima fila il neo eletto presidente della Regione Massimiliano Fedriga e il sindaco Roberto Dipiazza. Ma già nel pomeriggio, dalle 18, Vittorio Zucconi, vincitore del Premio Testimoni della Storia 2018 promosso dal Premio Luchetta con Crèdit Agricole Friuladria, ha conversato con il direttore del Piccolo Enzo D’Antona all’Hotel Savoia in un incontro brillante e ricco di aneddoti. Un bel momento in cui si sono ritrovati due colleghi che hanno saputo regalare uno scorcio sugli aspetti meno visibili di un lavoro in continuo mutamento. La serata al Rossetti invece è stata affidata all’anchor televisivo Alessio Zucchini ed è stata ripresa da Rai1 che la manderà in onda venerdì 15 giugno.


Giunto alla quindicesima edizione, il Premio Luchetta, istituito dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin e promosso in collaborazione con la Rai ha portato in città i suoi vincitori ma anche la musica impegnata di Raphael Gualazzi che, al pianoforte, ha presentato la sua “Sai (Ci basta un sogno)” aprendo la serata, introdotta da Giovanni Marzini. Il primo premiato, per la sezione Tv News è stato Andrea Oskari Rossini, della redazione Rai Tgr Est-Ovest, per il suo servizio che raccontava gli “orfani della pace” arrivati da Sarajevo e spesso adottati dalle famiglie italiane che li hanno ospitati e che ora sono alla ricerca delle loro origini. Carmelo Riccotti La Rocca e Martina Chessari del quotidiano “La Sicilia” hanno ritirato il premio per “Storie di uomini, caporali e bambini”, reportage attraverso il quale hanno raccontato le condizioni di vita dei giovanissimi che nel ragusano vivono in condizioni precarie in un luogo invisibile ai più in cui qualsiasi necessità, anche basilare, ha un costo ingiustificato e spesso proibitivo.

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Vittorio Zucconi ha raccontato aneddoti e previsioni legati agli Stati Uniti contraddistinti dalla sua irrefrenabile simpatia. «Michelle Obama potrebbe candidarsi al senato, ma dubito che si presenti per la presidenza», ha affermato Zucconi, che poi ha sottolineato come in America siano sempre più numerose le donne che si candidino in politica. Un grande applauso ha accolto Paola e Claudio Regeni che hanno raccontato le ragioni del loro sciopero della fame a staffetta che stanno portando avanti contro l’arresto di Amal Fathy, in giorni in cui la situazione al Cairo non è affatto tranquilla con una notizia della scomparsa di un altro ricercatore che sarebbe stata loro notificata qualche ora prima di raggiungere il Rossetti. Ancora musica d’autore con Brunori Sas che ha presentato “La verità” il brano che gli ha fatto ottenere la Targa Tenco 2017.

A seguire, sempre voce e pianoforte, ha presentato la sua “Canzone contro la paura”. Importante l’intervento di Daniela Lucchetta che ha ricordato il lavoro incessante della Fondazione Luchetta e che ha introdotto Giuseppe Scognamiglio, direttore di Radio Siani, che ha vinto il Premio Speciale per l’impegno nella denuncia sociale consegnato dal presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti Carlo Verna, nella legalità e nell’anticamorra nella zona di Ercolano.

E poi ancora premi con Marco Fubini della redazione “Le iene” – Italia 1 ha ritirato il premio per il reportage firmato a quattro mani con Nadia Toffa. Un’inchiesta su un giro di prostituzione minorile vicino allo Stadio San Nicola di Bari. Un’inchiesta che ha sorpreso per primi proprio i due giornalisti, che si sono trovati di fronte a una realtà che spesso si incontra in paesi in via di sviluppo e che aveva invece luogo in italia alla luce del sole. Stephanie Hegarty di Bbc World Service è stata premiata per la graphic novel realizzata con Vladimir Hernandez che racconta la storia di Falmata e della sua odissea per la libertà e la vita in una Nigeria in cui si può venire rapiti e messi di fronte alla scelta di sposare un capo clan o di lasciarsi imbottire di esplosivi per compiere un attentato. A Mohammed Badra, che non è riuscito a raggiungere Trieste perché i suoi documenti non gli permettono l’espatrio, è andato il premio dedicato a Miran Hrovatin per lo scatto pubblicato da The Guardian che testimonia l’impotenza delle Nazioni Unite contro l’inferno che affligge la terra Siriana.

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