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Abitiamo un pianeta stretto dove non tutti i popoli crescono allo stesso modo

GORIZIA. Già lo affermava Malthus, economista e demografo inglese vissuto tra Sette e Ottocento: sulla Terra non ci sono risorse per tutti. Sarebbe da discuterne. Anche perché si tratta di un...

GORIZIA. Già lo affermava Malthus, economista e demografo inglese vissuto tra Sette e Ottocento: sulla Terra non ci sono risorse per tutti. Sarebbe da discuterne. Anche perché si tratta di un interrogativo inestinguibile: nella prossima generazione, si stima, la Terra avrà 2 miliardi di abitanti in più, soprattutto legati agli incrementi in Africa subsahariana e dell'Est asiatico. Peraltro, siamo nel mezzo di un processo di mutamento della crescita demografica che riguarda più parti del mondo. Così, il nostro Paese non ha una tendenza alla crescita ma occorrerà vedere le caratteristiche della perdita di popolazione a cui andremo incontro: una diminuzione di 10 milioni di abitanti, in sé, fra trent'anni, non sarebbe del tutto grave. È grave se si stima, come si stima, nell'arco di una generazione la perdita di un quarto della forza lavorativa. Ciò non potrà non attrarre immigrati. Lo ha detto ieri a èStoria Massimo Livi Bacci, accademico dei Lincei e docente di demografia all'università di Firenze, che, in una conversazione con il giornalista Armando Torno, ha parlato de “Il pianeta stretto”, anche titolo di un suo libro del 2015 edito da Il Mulino. Prendendo quali esempi la Germania per l'Europa e la Nigeria per l'Africa, vediamo che, sempre considerando un arco temporale di trent'anni, della prima calerà la popolazione di ogni fascia d'età, della seconda, come detto, avremo un incremento riguardante soprattutto i giovani. E i due Paesi possono considerarsi indicativi dei due continenti di appartenenza. Insomma, non tutti crescono e non tutti crescono alla stessa maniera. Tra una generazione il numero degli abitanti della Nigeria sarà di due volte e mezzo superiore a quello attuale: sfiorerà il mezzo milione. Se non ci sono nascite, o ce ne sono poche, ma questo è un problema che non riguarda certo la Nigeria - e si vive più a lungo, avremo costi sociali e finirà per mancare un ricambio, un rinnovo. Ci vorrebbero società equilibrate. C'è, poi, un altro, rilevantissimo problema: qual è la via per evitare la disuguaglianza nella ripartizione delle risorse? È proprio questo il tema da affrontare e da risolvere, per Livi Bacci.

Un tema, quello della giustizia, peraltro lo si trova già nell'Antica Grecia. Del resto, forse, «la giustizia non è di questo mondo, ma dell'altro», ammoniva Pio VII per sentirsi ribattere dal Marchese del Grillo, riguardo quella terrena, “Giustizia dell'altro mondo!”. (a.pes.)

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