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Trieste, dall’economia a Papa Bergoglio: via al dibattito nell’agorà di Link

Oggi i primi ospiti della tre giorni: Bono, Mughini, Mazza, Tardelli, Corona e Maieron. IL PROGRAMMA COMPLETO DI VENERDì 20 APRILE

TRIESTE Si apre oggi, venerdì 20 aprile, ed entra subito nel cuore del “caso Italia” la 5° edizione di Link festival, l’officina del buon giornalismo che da alcune stagioni affianca il Premio Luchetta per aiutarci a leggere e interpretare il nostro tempo. Saranno tre giorni di dialoghi, dibattiti e riflessioni intorno ai temi caldi del Paese, attraverso ventisei incontri: il cartellone di Link, dunque, come una vera inchiesta a più voci per entrare nell’Italia del terzo Millennio, a cominciare dall’economia.

 

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Dal 20 al 22 aprile in piazza Unità. Primi nomi e anticipazioni: Franca Leosini, Myrta Merlino, Marco Damilano, Toni Capuozzo, Massimo Cirri, Stefano Coletta, Giuseppe Dell'Acqua, Giorgio Zanchini, Enzo D'Antona, Franco Del Campo


Siamo ancora una potenzia industriale? Che questa sia una domanda, un auspicio o una provocazione lo scopriremo alle 16, quando Link 2018 prenderà il via nella Fincantieri Newsroom, l’agorà di 600 metri quadrati allestita in piazza Unità: a rispondere, incalzato dalle domande e dalle opinioni incrociate di tre quotati corrispondenti stranieri in Italia, sarà l’ad Fincantieri Giuseppe Bono. Dal suo osservatorio, il primo complesso cantieristico in Europa, forte di 19.500 dipendenti e 20 stabilimenti in 4 continenti, Bono aprirà il focus intorno al Bel Paese confrontandosi con il direttore del Tg1 Andrea Montanari e con James Politi del Financial Times, Tobias Piller del Frankfurter Allgemeine Zeitung e con la giornalista e scrittrice Usa Jennifer Clark. 

Quasi a corollario di quest’analisi, alle 18 lo sguardo si sposterà sui “Balcani, eterna polveriera d’Europa”. «Un’area – spiega l’editorialista del gruppo Espresso Gigi Riva – certamente non decisiva sotto un profilo economico per i destini europei e internazionali. Ma di estremo interesse per le aziende, soprattutto italiane, intenzionate a delocalizzare per abbassare i costi di produzione. Perché i Balcani sono come un fiume carsico: scompaiono talvolta dallo scacchiere dei grandi interessi geostrategici, salvo poi riapparire all’improvviso e rivelarsi addirittura profetici.

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Per questo dovremmo auspicarne l’ingresso nell’Unione Europea...». La tesi, ormai all’ordine del giorno, sarà dibattuta insieme a tre interlocutori chiave: l’ambasciatore italiano a Sarajevo Nicola Minasi, l’editorialista di Repubblica Zlatko Dizdarevic già direttore del quotidiano Oslobodjenje di Sarajevo nel corso della guerra in Bosnia, e il giornalista Stefano Tallia, segretario dell’Associazione stampa Subalpina.

Ma Link 2018, progettato in uno spazio attraversato dal flusso costante delle notizie, sarà anche l’occasione per lasciarsi suggestionare dal fascino antico della carta stampata: ce lo ricorderà innanzitutto Giampiero Mughini, alle 17 in dialogo con Giuseppe Pollicelli per svelare la biblioteca di casa narrata nell’ultima fatica Bompiani, “Che profumo quei libri”, quasi un’autobiografia per titoli. E alle 19 spazio a un saggio che accenderà senz’altro il dibattito nell’arena di Link: “Bergoglio e pregiudizio”, del giornalista Mauro Mazza pubblicato da Pagine, traccia un primo bilancio a cinque anni dall’avvio del pontificato di Francesco. «Un Papa - osserva l’autore - mai così applaudito e gradito al di fuori della Chiesa e mai così fortemente allarmante all'interno della comunità ecclesiale, destinatario dei ‘dubia’ di ben quattro cardinali. Ma è il movimento ecclesiale più esteso a manifestare sistematiche perplessità sull’andamento di questo pontificato: in una parola, tutti si chiedono dove Bergoglio stia portando la Chiesa».

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Che il Papa sia interprete autorevole di una “società liquida” di marca relativista è dunque un’ipotesi di fondo: a Link Mauro Mazza ne converserà con il vicedirettore del Tg3 Giuliano Giubilei, mettendo a confronto i topoi del pontificato di Francesco – proiettato in direzione di parole chiave come “misericordia” e “accoglienza” - con i valori di un sistema teologico bimillenario fondato sulle Scritture e il Magistero. «Chi sono io, per giudicare? Afferma Bergoglio, e in questo modo – valuta Mauro Mazza – si spoglia di una responsabilità che gli appartiene, rinunciando al doveroso schierarsi fra le diverse opzioni in campo, intorno ai valori che Ratzinger definiva “non negoziabili”: la vita dal primo all’ultimo battito e la famiglia come nucleo di riferimento composto da uomo e donna, per citarne solo un paio».

A stemperare la querelle teologica, per accenderne una altrettanto vivace ma tutta calcistica, ecco l’atteso incontro delle 20: perché a Link questa sera si parla dei Mondiali che l’Italia non farà, quelli del giugno 2018. Nell’ottantesimo compleanno della voce del calcio italiano, Bruno Pizzul, il festeggiato converserà con il goleador della finale ’82 Marco Tardelli, grande icona del calcio italiano e con Filippo Corsini, conduttore di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Sarà Alberto Bollis, vicedirettore del Piccolo, a moderare la conversazione che ci riporterà a edizioni dei Mondiali, nelle quali potevamo sognare notti magiche e inseguire gol capaci di aggregare le piazze più litigiose.

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Il gran finale della prima serata sarà nel segno di due veri showmen della parola: alle 21, infatti, spazio allo scrittore Mauro Corona e al cantautore Luigi Maieron: la loro conversazione scenica, “Vivere con l’essenziale”, riprende il libro “Quasi Niente” scritto a quattro mani e pubblicato da Chiarelettere. Sarà come sentirsi fra amici intorno al fuoco, riflettendo insieme della vità. «Un’avventura fatta di incontri che ti possono trasformare – confida Mauro Corona - Sempre che riusciamo a non vedere gli altri come avversari da affrontare e da battere: perché c’è sempre questa idea, che bisogna vincere e se non vinci sei finito. Invece, se diventiamo deboli e vulnerabili è perché non abbiamo messo in conto la sconfitta, il fallimento: il senso di provvisorietà della vita».


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