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Gli sloveni Slowind col pianista Madžar

Domani al Ridotto del Verdi per la Chamber Music l’ensemble con il fagotto di Paolo Calligaris

Arrivano gli Slowind a Trieste, domani sera, alle 20.30, al Ridotto del Verdi: e sarà certamente una ventata di energia cameristica, perché il celebre Quintetto di fiati sloveni sa come arrivare al pubblico con tutta la forza delle partiture cameristiche che hanno fatto la storia della musica. «Come i due Quintetti capolavoro che proporremo agli spettatori della stagione musicale della Chamber Music», spiega Paolo Calligaris, lo storico ‘fagotto’ in forze agli Slowind: un musicista a vocazione mitteleuropea, perché nato a Palmanova e diplomato al Tomadini di Udine, ha lavorato fra Milano e Klagenfurt, dov’è stato per dodici anni docente di fagotto al Conservatorio, stabilendosi poi a Lubiana dov’è stato primo fagotto nell’Orchestra sinfonica della Radio di Lubiana e adesso nell’Orchestra Filarmonica slovena. In parallelo, da molte stagioni è componente stabile degli Slowind con i quali organizza un importante festival autunnale dedicato alla musica contemporanea.

«Leitmotiv del concerto di Trieste - spiega - sarà l’evoluzione nella cameristica moderna di alcuni strumenti a fiato, come il clarinetto e soprattutto il fagotto: oggi li ritroviamo perfettamente integrati negli ensemble grazie a partiture che sono state vere pietre miliari e alla tonalità in mi bemolle che scandirà i Quintetti di Mozart e Beethoven selezionati per il concerto di Trieste. Il clarinetto faceva il suo esordio nel tardo barocco, e fu proprio Mozart ad apportare soluzioni preziose per l’evoluzione e l’integrazione di questo strumento».

“Classicissime serenità creative” titola il concerto di domani, il quarto per il cartellone studiato da Fedra Florit: gli Slowind, quintetto celeberrimo delle prime parti della Filarmonica di Lubiana, si esibiranno a Trieste accanto ad Aleksandar Madžar, il pianista serbo noto e applaudito in tutta Europa. Aleš Kacjan flauto, Matej Šarc oboe, Jurji Jenko clarinetto, Metod Tomac corno e Paolo Calligaris fagotto apriranno il programma della serata con pagine di raro ascolto per organo meccanico o "orologio di flauti": in scaletta musiche di Mozart: l’Andante KV 616 per pianoforte solo (orig. per organo meccanico), la Sonata si magg. per pianoforte e flauto KV 378 (orig. per pf e vl), il Quintetto per pianoforte e fiati in mi bemolle magg. KV 452 e l’Adagio and Allegro KV 594 per quintetto di fiati (orig. per organo meccanico). E di Beethoven il Quintetto per pianoforte e fiati in mi bemolle maggiore op.16. «Mozart – spiega ancora Calligaris – non amava suonare in modo meccanico, ma ci ha lasciato alcune partiture che sono vere e proprie ‘chicche’, perchè venivano abbinate ai meccanismi per orologio da tavolo che le famiglie austriache più facoltose possedevano ed amavano esibire in società. Suonare dal vivo queste musiche sarà certo un’emozione speciale per noi e per il pubblico».

Aleksandar Madžar, classe 1968, è una “stella” di prima grandezza della musica europea dal 1996, quando vinse il terzo premio al Concorso pianistico di Leeds. Ha collaborato con prestigiosi direttori d’orchestra, come Iván Fischer, Paavo Järvi, Carlos Kalmar, John Nelson, André Previn, Andris Nelsons e Marcello Viotti. Il repertorio Slowind include le maggiori opere classiche per questa

formazione, ma vengono affrontati anche i più recenti lavori dei compositori contemporanei. Il Quintetto si esibisce in tutta Europa e nel mondo, dagli Usa al Canada, dal Messico al Giappone. Biglietti in prevendita da Ticket Point TS, tel. 040 3498276, info www.acmtrioditrieste.it.

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