Quotidiani locali

I fisici in palcoscenico, come rockstar

La scienziata Gabriella Greison da martedì e giovedì al Miela con “1927-Monologo quantistico”

«Se pensate di avere capito qualcosa della Fisica Quantistica, allora non avete capito niente» sosteneva Niels Bohr – il grande fisico e Premio Nobel danese – con un po’ di humour ma evidenziando chiaramente la complessità della materia… Eppure “1927 - Monologo quantistico” di e con Gabriella Greison, pone la fisica quantistica al centro e ne fa materia di teatro. Lo spettacolo – ospite della stagione “altripercorsi” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – va in scena al Teatro Miela da martedì a giovedì e rappresenta sicuramente una proposta curiosa e stimolante.

Ne è autrice e interprete Gabriella Greison – scienziata, giornalista, scrittrice, e ora anche attrice – ed è proprio alla sua versatilità, alla sua personalità dinamica e alla sua ampia cultura che va imputato il successo di “1927-Monologo quantistico”.

Il Teatro Stabile regionale, già nella passata stagione ha iniziato ad affrontare – attraverso i linguaggi del palcoscenico – i temi del mondo scientifico e ha operato una prima sperimentazione in questo senso, parlando di crisi ed economia nella produzione “La domanda della regina”, scritta di un drammaturgo e uno scienziato (Giuseppe Manfridi e Giorgio Chiarotti) e presentata con ottimo esito anche in tournée nazionale. E nel fervore suscitato dalla designazione di Trieste quale “Capitale Europea della Scienza 2020” è naturale proseguire in questo filone: il “Monologo quantistico” di Gabriella Greison rappresenta un secondo passo in questo intrecciarsi di scienza e teatro, ricerca e recitazione.

Lo spettacolo sceglie un taglio molto accattivante, si serve di foto e video, oltre che del talento e della preparazione di Greison per addentrarsi fra gli eventi, gli aneddoti e i misteri che hanno connotato la nascita della Fisica Quantistica.

Tutto ha inizio da una famosa foto d’epoca, una foto che campeggia nello studio di ogni fisico e che per Gabriella Greison era diventata quasi un’ossessione: finisce per costruirci attorno molte ricerche, poi un romanzo… e infine lo spettacolo. «È una foto scattata nell’ottobre del 1927 al convegno Conferenza di Solvay a Bruxelles» ha spiegato l’autrice. «Ritrae assieme 29 persone, 17 delle quali erano o sarebbero diventate dei Nobel, fra cui Einstein e Marie Curie. Lì nacque ufficialmente la Fisica Quantistica».

In scena, i grandi scienziati e le loro idee vengono però raccontati in modo piacevole e assolutamente comprensibile anche ai profani. Gabriella Greison infatti dà spazio al loro lato umano, porta alla luce aneddoti che li fanno apparire non solo autorevoli, ma anche simpatici, “vicini”: ecco allora Einstein ritratto come lupo solitario, Max Born che si rivela parecchio ipocondriaco, Wolfgang Pauli scaramantico e ossessionato dal numero 137… e Marie Curie coraggiosamente controcorrente, visto che tentava di affermarsi nella scienza e non attraverso la ricerca di un buon marito (come era costume invece delle sue contemporanee).

Per rinvenire tante informazioni l’autrice ha indagato fra epistolari e diari, ha intervistato i familiari, e non ha dovuto “romanzare” molto il materiale ottenuto. «Quella foto – sostiene – anche per la concentrazione di geni, fu il primo momento in cui i fisici divennero quasi delle rockstar come notorietà. Oggi invece sono noti solo agli addetti ai lavori ed è un male: la Fisica è fondamentale e deve sapersi raccontare a tutti».

“1927 - Monologo quantistico”

ha la regia di Emilio Russo e prodotto da Tieffe Teatro. Le luci sono di Mario Loprevite, le scene e i costumi di Pamela Alcardi.

I biglietti sono ancora disponibili in tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e anche attraverso il sito www.ilrossetti.it.



TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro