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La natura sui corpi dipinti

Nella bottega Combiné in piazza Barbacan le fotografie con l’episcopio di Nika Furlani

Sulla soglia ci viene incontro un bellissimo levriero inglese dal pelo bianco: si chiama Legolas, come l'elfo arciere del “Signore degli anelli”, personaggio di cui possiede il fascino fuori dal tempo. Con le vetrine aperte su piazza Barbacan, l'ambiente della bottega Combiné propone, in un allestimento minimale da rivista patinata con poltrone del rigattiere e materiali di recupero, i sofisticati gioielli disegnati da Lodovica Fusco e le fotografie di Nika Furlani che incontriamo: «Io e Lodovica dividiamo questo posto di proprietà dell'Ater dal 2013 quando il Comune di Trieste aprì un bando e noi lo vincemmo. Negli anni Ottanta qui c'era una galleria d'arte e prima ancora, a inizio Novecento, una drogheria, come testimoniano le vecchie foto. In piazza venivano le mussolere a vendere i loro molluschi, è sempre stata una piazza frequentata dalle donne».

Oggi lo spazio dominato dall'arco di Riccardo è popolato dai turisti in marcia sulla direttrice che da Cavana e Cittavecchia porta a San Giusto, che si mescolano ai residenti e, all'ora dell'aperitivo, da diversi gruppi di amici e di amanti dei drink. Sono numerosi i turisti che vengono a sbirciare nella bottega creativa, spesso cercano una fotografia: «Devo farne altre di Trieste perché me le chiedono sempre». I soggetti degli scatti di Nika Furlani (nella foto di Andrea Lasorte) sono principalmente corpi nudi, in prevalenza femminili, su cui vengono proiettati oggetti in presa diretta grazie all'episcopio, proiettore analogico degli anni Sessanta che veniva usato dai professori nelle università per mostrare agli allievi, ingrandite, le pagine dei libri, prima dell'avvento di computer e video. L'artista usa il corpo come una tela su cui far apparire elementi naturali: conchiglie, fiori, pesci: «Ho scelto questa soluzione analogica e senza pixel per differenziare il mio lavoro e ottenere una soluzione più pulita di quanto non sarebbe se proiettassi sui corpi delle foto. Ammetto che in questo modo, con questo set allestito, il processo del fotografare diventa lungo e devo selezionare con cura i modelli che, armati di pazienza, stiano fermi al buio senza vedere cosa succede». L'indagine che conduce Furlani ruota attorno al mondo femminile e al rapporto tra uomo e natura. Con i suoi scatti creativi l'artista cerca di scrivere un diario visivo lavorando sull'atmosfera. Attratta da ambientazioni insolite e suggestive, anni fa ha realizzato autoritratti notturni in un bosco vicino a Celje con la macchina su un cavalletto, un flash e una batteria portatile: «Peccato non avessi il telecomando: mi toccava impostare la macchina e correre in posa in pochi secondi. Quando il flash si è scaricato mi sono ritrovata completamente al buio e nel raggiungere la macchina è passato intorno a me, come un razzo, un branco di caprioli o di cinghiali. Uno spavento bellissimo». I suoi strumenti da lavoro, oltre alla funzionale macchina digitale, sono una vecchia Polaroid, che ha il vantaggio dello sviluppo istantaneo e il fascino del formato quadrato e della resa naif, e una toy camera analogica di plastica che realizza foto dall'effetto pittorico e sfocato.

Ma Nika Furlani è anche fotografa di moda: immortala le collezioni di abiti collaborando con gli stilisti, adattandosi alle location scelte ma inventando poi lei sul momento la storia da raccontare nel rapporto con le modelle. Da qualche anno, inoltre, cura i reportage di Mittelmoda, documentando sfilate, dietro le quinte e prove. «Molti artisti - dice -mi chiedono di ritrarli e uso spesso questo studio per farlo. Ma ho fotografato anche gli attori della compagnia del Teatro Stabile Sloveno, chiamata da Igor Pison. È stato interessante cercare di far uscire la persona e non tanto l'interprete perché un attore sa posare ma tende comunque a giocare mentre io volevo arrivare alla semplicità dell'espressione». Il bianco levriero, che si crede un gatto malgrado la stazza, si accoccola sul grembo della padrona: nel 2015 è stato immortalato, insieme a lei e alla bottega, su un numero monografico di The Escapist, supplemento della rivista Monocle. Combiné ospiterà domani la presentazione della nuova collezione di gioielli di Lodovica Fusco e delle foto di Nika Furlani che li reinterpreta. Grazie a Barbacan Produce, il mercato stagionale nato per dare visibilità a designer, creativi e artisti, la piazzetta è diventata sinonimo di artigianato giovane e di qualità. L'artista, che ha vissuto un anno in un paesino al confine tra Svezia e Finlandia e ne porta indelebile il forte rapporto con la natura e la luce particolarissima, prepara una performance che andrà in scena il 29 marzo a Lubiana alla galleria Vžigalica all'interno della mostra “Sea by The City”: «Con l'episcopio proietterò su Nina Alexopoulou molluschi, granchi e pesci per evocare il mito della sirena, del corpo che cambia nel tempo e diventa sirena,

mostro marino, passa da donna a uomo». Una foto bidimensionale che acquista tre dimensioni e prende movimento. E chissà che all'atelier non ripassi Luca Zingaretti che due anni fa trovò una collana di materiali plastici per la moglie.

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