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Nella notte degli Oscar occhi puntati sugli scandali

LOS ANGELES. Questa notte alle 2, ora italiana, inizierà la cerimonia più glamour del cinema: quella dei Premi Oscar, che verranno consegnati al Dolby Theatre di Hollywood in uno show in diretta...

LOS ANGELES. Questa notte alle 2, ora italiana, inizierà la cerimonia più glamour del cinema: quella dei Premi Oscar, che verranno consegnati al Dolby Theatre di Hollywood in uno show in diretta mondiale (per l’Italia su Sky Cinema Oscar HD e in chiaro su TV8) presentato dal comico Jimmy Kimmel. Gli Oscar, da sempre, sono considerati anche una cartina al tornasole degli umori della società americana. E questa edizione, la 90ma, è particolarmente attesa perché è la prima dopo il clamoroso caso delle molestie sessuali commesse dal produttore Harvey Weinstein, che ha scoperchiato il vaso di Pandora degli abusi contro le donne a Hollywood e non solo, diffondendo in tutto il mondo il movimento di solidarietà #MeToo. Lo scandalo ha già prodotto tante azioni di protesta da parte delle attrici, anche sui red carpet più fotografati: alla cerimonia degli scorsi Golden Globes quasi tutte le star hanno scelto di vestire in nero. Difficile capire come saranno questi primi Oscar senza Harvey Weinstein, il grande produttore caduto nell’infamia, che per trent’anni ha fatto i giochi del premio muovendo le sue lobby nell’Academy. Soprattutto, stanotte vedremo se la storica rivincita femminile nel meccanismo di Hollywood inciderà davvero sul palmarès. Anche perché i circa 6500 membri dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (lavoratori del cinema in tutte le categorie) che votano gli Oscar sono in larghissima maggioranza americani, maschi e bianchi. Sul piano della qualità, la sfida quest’anno è succulenta: la partita si gioca tra ottimi titoli, distribuiti tra la grande produzione di Hollywood e il cinema più indipendente, che anche l’anno scorso ha dimostrato di pesare con la vittoria di “Moonlight” sul superfavorito “La La Land”. Il verdetto potrebbe essere ancora più spiazzante, ma per i bookmaker di tutto il mondo i favoriti all’Oscar per il miglior film sono solo due: “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” di Martin McDonagh e “La forma dell’acqua” di Guillermo Del Toro, una favola d’amore dark che pare quella più in grado di soddisfare una fetta variegata di votanti. Tra i candidati anche l’italiano “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino, un capolavoro che meriterebbe molto, ma che probabilmente porterà a casa solo il premio per la miglior sceneggiatura non originale. Del Toro è anche il più quotato come miglior regista, supportato dal premio già vinto ai Golden Globes e ai BAFTA.

Per quanto riguarda gli interpreti, sempre seguendo la logica dei riconoscimenti già ricevuti in questa stagione sembra non esserci dubbio per la vittoria di Frances McDormand, madre in cerca di vendetta per l’assassinio della figlia in “Tre manifesti”, e Gary Oldman nel ruolo di Churchill in “The Darkest Hour”: l’Academy, tra l’altro, ha sempre dimostrato di apprezzare le interpretazioni mimetiche di personaggi reali, basti pensare alle recenti vittorie di Daniel Day-Lewis in “Lincoln”, Matthew McConaughey in “Dallas Buyers Club” e Eddie Redmayne in “La teoria del tutto”. Ci sono però due titoli outsider che potrebbero sparigliare le carte: “Lady Bird” di Greta Gerwig, la quinta donna nominata come miglior regista nella storia degli Oscar, e “Get Out – Scappa” di Jordan Peele, un vero cult che rivitalizza la

tradizione di horror e cinema politico per raccontare il razzismo che permea la società americana. Nell’anno del #MeToo e del ribollire di tensioni intorno al presidente Trump, anche dagli Oscar potrebbero arrivare delle belle sorprese di rinnovamento.

Elisa Grando

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