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Spazio libero per l’architettura

Dal 26 maggio al 25 novembre l’edizione curata da Yvonne Farrell e Shelley McNamara

Un proverbio greco dice che “una società cresce e progredisce quando gli anziani piantano alberi alla cui ombra sanno che non potranno sedersi”, sottolineando come il mondo possa progredire solo quando le generazioni hanno una visione generosa del futuro.

Proprio intorno alla “generosità” dell’architettura e alla progettazione architettonica come “dono e opportunità” capace di collegare presente e futuro si svilupperà la 16° Biennale Architettura di Venezia dal 26 maggio al 25 novembre prossimi.

Affidata per la prima volta ad una coppia di donne-architetto, le irlandesi Yvonne Farrell e Shelley McNamara, vincitrici del Leone d’argento 2012, la Mostra di quest’anno sembra ruotare tutta attorno al rassicurante quanto “utopico” titolo “Freespace” ovvero “Spazio libero”, inteso come “capacità dell’architettura - pubblica o privata - di offrire in dono spazi liberi e supplementari a coloro che ne fanno uso”, concetto al quale le due direttici hanno voluto dedicare una sorta “manifesto” programmatico nella speranza che diventi oggetto di riflessione virale nel mondo dell’architettura.

«Con il tema Freespace – sottolineano – presenteremo al pubblico esempi, proposte, elementi (costruiti e non costruiti) di opere che esemplificano le qualità essenziali dell’architettura: la modulazione, la ricchezza e la materialità delle superfici, l’orchestrazione e la disposizione in sequenza del movimento, rivelando le potenzialità e la bellezza insite nell’architettura».

Bloccate a Dublino dove è in corso una tempesta di vento e neve, le due progettiste saranno a breve a Venezia per coordinare il loro progetto che ha coinvolto da tutto il mondo 71 professionisti e 29 partecipanti nelle due sezioni speciali: “Close Encounter”(Incontri Ravvicinati) dedicata alla continuità dell’architettura tra passato e presente e “The Practice of Teaching (La Pratica dell’Insegnamento) che raccoglierà invece lavori sviluppati da docenti universitari. Quanto alle partecipazioni nazionali, saranno 65 con 7 new entry, tra cui la Santa Sede che debutterà con un proprio padiglione all’Isola di S.Giorgio Maggiore. Tra i progetti speciali invece quello dedicato a Forte Marghera e quello sulle Arti Applicate.

«La mostra – annunciano le curatrici - avrà una forte presenza spaziale e fisica su scala e caratteristiche tali da avere un notevole impatto sul visitatore. Siamo partite infatti proprio dalla valorizzazione degli spazi delle Corderie dell’Arsenale e dei Giardini per dare “spazio libero” ai progetti che saranno una vera sorpresa per chi visiterà la nostra Biennale».

Per tutta la durata della mostra fittissimo sarà il programma di incontri dedicato non solo agli addetti ai lavori, ma soprattutto al pubblico con i “Meetings on Architecture” ovvero le conversazioni “aperte” con gli architetti di tutto il mondo. Confermati anche in questa edizione i progetti “Biennale Session” ed “Educational” aperti alle Università, alle Accademie e alle Scuole di ogni ordine e grado.

«L’architettura - ha detto il presidente della

Biennale Paolo Baratta – è la più politica delle arti, per questo parlare delle sue varie opzioni vuol dire non solo parlare di progetti di architetti ma anche dei nostri sistemi politici e istituzionali e del futuro della nostra cultura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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