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“Pink italian power” il cinema in rosa al Miela

Ad aprire martedì 21 febbraio alle 18.30  il ciclo di quattro pellicole dedicate al cinema italiano al femminile, “La vergine giurata” di Laura Bispuri, tratto dall’omonimo libro di Elvira Dones

TRIESTE «La donna è un otre fatto solo per sopportare». In questa sentenza del Kanun, il codice orale di comportamento che sin dalla metà del XV secolo regola la società albanese più arcaica, quella delle genti di montagna, dove l’onore si lava con il sangue, c’è il nucleo della (non) condizione femminile. Senza diritti, l’esistenza di mogli, figlie, sorelle e madri, è segnata dalla totale sudditanza. Tranne nel caso in cui in un clan, non essendoci eredi maschi, è possibile obbligare una donna a autoproclamarsi uomo, contro giuramento di castità. Una mascolinità forzata che in compenso conferisce alle “vergini giurate” uno status equiparato a quello degli uomini.

Ad aprire martedì 21 febbraio alle 18. 30 al teatro Miela “Pink Italian Power”, il ciclo di quattro pellicole (con orario 18. 30) dedicate al cinema italiano al femminile, “La vergine giurata” (2015) di Laura Bispuri, tratto dall’omonimo libro di Elvira Dones. Nei panni dell’orfana Hana che diventa il ruvido Mark, una tostissima Alba Rohwachwer, la cui stupefacente interpretazione del film presentato nel 2015 al festival di Berlino, ha portato una pioggia di nomination. La rassegna di cinema in rosa si snoda tra le diverse forme e stili di narrazione cinematografica, dalla fiction al linguaggio documentaristico. Domani pomeriggio, proiezione del lungometraggio di Rossella Schillaci “Libere”, che attraverso le vite delle protagoniste della Resistenza racconta la nascita del movimento femminista. Il docu-film con Ada Prospero Marchesini, Bianca Guidetti Serra e Joyce Lussu, restituisce dopo un lungo oblio, attraverso nastri audio, fotografie, cinegiornali e documenti su tredici attiviste piemontesi, voce alle partigiane. È tratto invece dal romanzo di Michele Serra l’omonimo film di Francesca Archibugi “Gli sdraiati” (2017) in calendario lunedì 19 marzo: una pellicola in cui è messo in scena l’ingarbugliato rapporto tra un padre, Claudio Bisio, alle prese con l’enigma figlio, interpretato da Gaddo Bacchini, emblema della generazione orizzontale, quella “stesa sul divano”.

Ancora un adattamento cinematografico (il 20 marzo) di un romanzo biografico, quello di Maria Antonietta Moro, per “Tutte le anime del mio corpo” (2016) di Erika Rossi: dopo la morte della madre una donna ne ritrova il diario scritto durante la seconda Guerra mondiale. Siamo in Friuli negli anni tra il’43 e il’45, e la giovane entra nella Resistenza. Durante i lunghi mesi prima della fine del conflitto, costretta a nascondersi, affida la sua esperienza alle pagine di un diario, dov’è custodito il carteggio con il comandante partigiano Ardito Fornasir “Ario”, che diventerà suo marito. A chiudere (in data da definire) Pink Italian Power, il documentario di Sabrina Morena e Franco Però “Il viaggio di Caterina”, con Omero Antunutti, Lara Komar, Paolo Fagiolo e Helena Huso, ispirato allo spettacolo teatrale del 2011 tratto

da “Il baule di Giovanna” di Diana de Rosa. Che ripercorre la triste vicenda della friulana Caterina Bainat approdata nella ricca e borghese Trieste di fine’800 per sfuggire alla miseria. Invece di opportunità e riscatto sociale sarà accusata e processata per infanticidio.
 

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