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Nathan Never nella “Fuga da Europa”

Il tema dei migranti nel nuovo numero del fumetto edito dalla Bonelli

È in uscita oggi il nuovo numero del fumetto di Nathan Never, “Fuga da Europa” (Sergio Bonelli Editori), disegnato da Romeo Toffanetti, pordenonese e ormai triestino d’adozione. Il tema al centro della sceneggiatura di Thomas Pistoia richiama le odierne migrazioni, trasposte metaforicamente in un futuro nel quale gli abitanti del satellite Europa di Giove sono costretti a intraprendere un viaggio della speranza verso la Terra. Non è però la prima volta che il fumetto sceglie di ritrarre la contemporaneità in chiave fantascientifica. Lo aveva già fatto due anni fa con “la grande marcia” , sempre scritto da Pistoia, che narrava la storia dei due giudici Kenneth e Matthew, alter ego di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i quali stavano cercando le prove per smascherare i mafiosi del quadrante meridionale della vecchia Europa e di cui Nathan Never era incaricato di coordinarne la scorta. Questa volta, invece, la principale fonte d’ispirazione proviene dalle vicende dell’altra sponda del Mediterraneo. In particolare, da quelle raccontate nel libro “Bilal: viaggiare lavorare morire da clandestini” di Fabrizio Gatti, un’avventura vissuta in prima persona dall’autore attraverso i deserti e il mare, dall’Africa all’Europa, per raccontare gli atti eroici e le tragedie degli immigrati clandestini.

Per prepararsi a quest’ultimo numero di Nathan Never, il disegnatore Romeo Toffanetti racconta di essersi formato sui servizi e articoli inerenti al tema e di aver dovuto riflettere molto. La storia è stata disegnata in due tempi: la prima parte risale a circa tre anni fa, interrotta per realizzare una doppia avventura di Nathan Never sceneggiata da Giovanni Eccher, mentre la seconda è più recente. «È stato un soggetto molto difficile da disegnare – spiega –. Ho dovuto trovare un equilibrio nell’espressività dei personaggi, così che non risultasse né troppa enfatica e quindi retorica né troppo fredda e distaccata».

L’ulteriore sfida, come per ogni disegnatore, sono state le grandi masse da dover rappresentare contemporaneamente sulla tavola. «Credo di poter dire si sia trattato di uno dei lavori più difficili della mia carriera», riconosce Romeo Toffanetti, che vive ormai da oltre tre anni a Trieste, dove si è traferito per immergersi nella cultura della città e per amore verso lo stile di vita dei triestini.

In occasione di una sua recente esposizione al caffè San Marco, aveva anche realizzato una vignetta di Nathan Never ambientata a Trieste. Attualmente, sta pubblicando

sulla rivista in lingua slovena “Galeb” le avventure di Shiver e Kowalsky, strisce nate per gioco e ispirate ai suoi due omonimi cani, dalle quali sono stati tratti i cartoni animati trasmessi nel programma per ragazzi “Tv Kocka” di Rai 3 bis.

Simone Modugno

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