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Con “Il giocatore” la vita diventa una roulette

Da domani a domenica al Rossetti di Trieste il classico di Dostoevskji adattato da Vitaliano Trevisan. «Una farsa senza lieto fine»

TRIESTE. Ritorna – da domani a domenica – al Politeama la compagnia del Teatro Bellini che nelle stagioni passate ha presentato al Politeama Rossetti spettacoli di successo come “Arancia meccanica” e “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, e – diretta da Gabriele Russo – affronta ora un classico della letteratura dell’Ottocento: “Il giocatore” di Fëdor Dostoevskji. «Se penso a “Il giocatore”, penso anche alle circostanze in cui è stato scritto» afferma lo scrittore Vitaliano Trevisan a cui è stato affidato l’adattamento del romanzo di Dostoevskij. «Ed è una grande fortuna – racconta – perché al primo incontro con il regista Gabriele Russo, ho qualcosa da dire. Concordiamo sul fatto che l’intreccio tra il romanzo e le circostanze in cui fu composto, sia drammaturgicamente intrigante. Dunque entrare ne “Il giocatore” con occhio drammaturgico. Splendidi caratteri, precisi, stagliati, come non se ne fanno più. Nella situazione in cui l’autore li ha collocati, la dinamica fluisce, per così dire, naturalmente. L’intreccio è da commedia, addirittura da farsa, ma senza lieto fine. Il retrogusto è amaro: in fondo, ciò a cui assistiamo è il progressivo inaridimento morale di un giovane, nel cui cuore la roulette prende il posto della fanciulla di cui è innamorato. Prende il posto di tutto, a dire il vero, finché alla fine, Aleksej, cioè il nostro giocatore, si sarà “fatto di legno”».

“Il giocatore” di Dostoevskij è sembrato a Gabriele Russo il testo più adatto per affrontare il tema del gioco d’azzardo, che da tempo sentiva l’esigenza di porre al centro di una riflessione e che completa perfettamente la trilogia che nelle ultime stagioni ha dedicato alla perdita della libertà: a causa della violenza in “Arancia meccanica”, nell’oppressione di un ospedale psichiatrico in “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, e ora per la schiavitù del gioco. La messinscena è completamente immersa nel mondo del gioco: senza particolari connotazioni temporali, avvolge in un’atmosfera fatta di numeri della roulette, di suoni – il tintinnio delle slot, il fruscio delle carte – ma anche delle ossessioni dei personaggi, dei “rilanci” a cui le circostanze li costringono, delle speranze vane a cui essi ostinatamente si aggrappano invece di affrontare la realtà. «Con Trevisan eravamo d’accordo nel cercare una direzione che esaltasse gli elementi d’azione presenti nell’opera» spiega il regista Gabriele Russo. «Inoltre, abbiamo deciso di raccontare anche la genesi del romanzo, intrecciando la storia di Aleksej con la vicenda di Dostoevskij che scrisse “Il giocatore” praticamente sotto ricatto. Una sorta di sfida nella sfida, o per meglio dire: di scommessa nella scommessa». Sono interpreti dello spettacolo Daniele Russo (Aleksej/Fëdor Dostoevskij), Marcello Romolo (Il generale), Camilla Semino Favro (Polina/Anna Grigor’evna), Paola Sambo (Baboulinka),

Alfredo Angelici (Mr. Astley), Martina Galletta (M. lle Blanche), Alessio Piazza (Il croupier), Sebastiano Gavasso (De Grieux). Le scene sono di Roberto Crea e i costumi di Chiara Aversano. Le repliche si terranno giovedì, venerdì e sabato alle 20. 30 e domenica alle 16.

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