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lirica 

Un Don Giovanni tra moda e cocktail

Fino al 17 marzo all’Opera di Lubiana l’allestimento di Diego de Brea

LUBIANA. Forse se Don Giovanni tornasse oggi sarebbe un mix di vintage Versace e oligarca russo. Così almeno l’ha immaginato il talentuoso regista Diego de Brea, insieme al costumista Blagoj Micevski, in uno spettacolo davvero convincente dell’Opera di Lubiana, che finora ha proposto produzioni abbastanza monotone. Ci sono le voci, certo, ottime; l’orchestra diretta da una giovane donna, Živa Ploj Peršuh. Ma la forza di questo Don Giovanni è la messinscena in abiti moderni, o forse a-temporali. Così Don Giovanni, con una barbetta quasi diabolica, ci sfida con una camicia nera di pizzo portata aperta sul petto, con volgare nonchalance (manca solo la catena d’oro); o con una redingote bianca, contro la scena sempre cupa, lo scenario delle sue sregolatezze. E c’è Donna Anna, bellissima con un abito sottoveste di un rosso fiammante che rimanda alla moda, in questi ultimi anni, di indossare lingerie anche di sera (vedi Céline).

È sbagliato usare la moda per “tradurre”, e avvicinare, un’opera scritta nel 1787? No, perché la magia dei grandi classici è proprio questo saper parlare attraverso i secoli. Don Giovanni o Madame Bovary sono sempre tra noi, anche in jeans e con un impermeabile.

E Don Giovanni, se non morisse, come è giusto, in scena, farebbe ancora due passi per bersi un cocktail (anzi più d’uno) in un posto molto, molto adatto a lui. È lo sky bar, e ristorante rooftop, del nuovissimo albergo aperto a Lubiana, l’Intercontinental.

Lì, guardando la notte dalle vetrate vertiginose al ventesimo piano, con le luci della città ai nostri piedi, tutti – e tutte - ci sentiamo un pochino Don Giovanni.

Le repliche fino al 17 marzo. I biglietti si possono comprare on line: www.opera.si/

Lisa Corva

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