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Sollima suona un violoncello di ghiaccio

Trento, Venezia, Roma, Palermo. Poi lo strumento sarà calato in mare 

TRENTO. La storia di questo “tour” è speciale. Inizia sulle Alpi trentine, dal ghiacciaio Presena, presso il Tonale e va a finire in mezzo al mare, in Sicilia. Il percorso (dal 29 gennaio all’11 febbraio) ha poche tappe: Trento, Muse (Museo delle Scienze); Venezia, Isola di san Giorgio; Roma, Terme di Diocleziano; Palermo, Politeama (due concerti).

È il “N-Ice cello Giovanni Sollima tour”, vale a dire il viaggio che Sollima compirà a giorni lungo la Penisola. Di Giovanni Sollima (Palermo 1962) si sa: virtuoso del violoncello, compositore italiano contemporaneo più eseguito al mondo, musicista eclettico che, oltre a suonare, costruisce strumenti composti da elementi tra i più improbabili, musicista accolto con ovazioni nelle grandi sale internazionali, dalla Carnegie hall di New York alla Scala di Milano. L’artista è conosciuto per esibirsi spericolatamente anche nei luoghi più impervi, dai picchi montani agli abissi marini, alle dune del deserto (in quello tunisino di Timbain, tra rocce e sterpaglie, in un concerto per violoncello e…pietre).

Ora Sollima suonerà su un violoncello di ghiaccio. È infatti opera dell’artista americano Tim Linhart, specializzato nella costruzione di strumenti di ghiaccio “materia viva che, sia pur effimera, sviluppa suoni magici”. Sarà un camion-frigo a compiere il percorso del Gran Tour lungo tutta la Penisola con la sua preziosa merce destinata a sciogliersi ai raggi del sole. Questa volta non il sole, ma le onde del mare sono l’ultima tappa del violoncello di Sollima, in una suggestiva cerimonia a Palermo, l’11 febbraio.

All’indomani del concerto al Politeama, una barca di pescatori trasporterà il violoncello in mare aperto, lo calerà in acqua e lì lo lascerà sciogliersi nel Mediterraneo. Se il progetto è artistico, molto forte è anche il messaggio ambientale, l’invito a riflettere sulla crisi idrica, causa di (e causata da) conflitti e conseguenti migrazioni climatiche di massa di proporzioni abnormi. I migranti ambientali non sono riconosciuti dalla Convenzione di Ginevra e non godono quindi di nessuna protezione internazionale. Il problema è grave a livello mondiale: entro il 2050 il numero di questi disperati varierà da 50 a 350 milioni. La straordinaria

avventura del N-ice violoncello sarà raccontata anche in un docu-film made in Trentino di Corrado Bungaro, regista e violinista, che proporrà riflessioni e testimonianze di importanti artisti e pensatori incontrati lungo l’itinerario on the road.

Carla Maria Casanova

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