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Trieste Film Festival 29 

Inaugurazione bis, è “opening night” al Rossetti FOTO

Lunedì sera la kermesse si sposta al Politeama, evento speciale “Djam” di Tony Gatlif, premio dei critici ad “A Ciambra” di Carpignano

TRIESTE. Trieste Film Festival inaugura ufficialmente la sua 29° edizione lunedì alle 20.30 al Politeama Rossetti con l’“opening night” dedicata all’evento speciale “Djam”, l’ultimo film di uno dei maestri del cinema europeo più transculturale, Tony Gatlif. Come i film precedenti dell’autore, “Djam” è una storia di vite borderline, di migranti ed esiliati, di viaggi alla ricerca delle proprie origini, in cui la musica, stavolta greca e turca, è il primo ingrediente della propria identità.

La protagonista è Djam (Daphne Patakia), ventenne greca irrequieta, sensuale e selvaggia come un folletto, che dopo la morte della madre vive col patrigno sull’isola di Lesbo.

L’uomo la invia a Istanbul per procurarsi il raro pezzo di ricambio necessario per rimettere in funzione la loro nave turistica, anche se Lesbo non è più tanto l’isola delle vacanze ma quella dei cumuli di barche e di migliaia di giubbotti di salvataggio abbandonati, memoria dei migranti sbarcati sulle sue coste. Lesbo è un mondo di migranti di andata e migranti di ritorno, comunque ultimi del mondo, schiacciati dalla guerra e dalla crisi economica. A Istanbul, Djam incrocia Avril, una coetanea francese senza un soldo: decidono di ritornare a Lesbo insieme, tra mille peripezie.



Gatlif è per sua origine un mix eccezionale di culture: nato ad Algeri da gitani andalusi, a 14 anni scappa a Parigi, vive di espedienti fino all’incontro col teatro. Il premio per la miglior regia al Festival di Cannes, vinto nel 2004 con “Exils”, consacra definitivamente la sua poetica dell’emarginazione e dell’irrequietezza, dedicata a quanti la società ignora: “Djam” è l’ultimo, affascinante tassello di questo percorso.

Durante la cerimonia di apertura del Trieste Film Festival verrà consegnato il Premio Sncci al miglior film italiano ad “A Ciambra” di Jonas Carpignano (che sarà proiettato alle 18), storia di formazione di un quattordicenne in una comunità Rom della Calabria, e i riconoscimenti di Last Stop Trieste e del Premio Salani. Al Teatro Miela, invece, il programma prosegue con i documentari “Runners” di Lukasz Borowski alle 15 e “L’Uomo con la Lanterna” di Francesca Lixi, su un bancario italiano distaccato in Cina negli anni ’20, alle 17.30.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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