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Ella & John, amore on the road

Paolo Virzì dirige Helen Mirren e Donald Sutherland in un film sulla vecchiaia

Paolo Virzì, insieme a Carlo Verdone, è il principale erede del grande modello della commedia all’italiana anni ’60. Dotato di uno stile personale e popolare allo stesso tempo, è erede consapevole di quella commedia che era attenta al presente, alle notazioni di costume e al sociale, che mescolava ironia e dramma, e che, diversamente dal cinema dei comici puri, curava la sceneggiatura e la struttura narrativa. Così, fin dagli esordi, Virzì è stato un protagonista del ricambio del cinema italiano, che negli anni ’90 ricominciava a guardarsi attorno, a cercare nuovi scenari, e che non a caso era ricco di “road movie”.

Ed è infatti un “road movie”, e un duetto lungo 112 minuti tra Helen Mirren e Donald Sutherland, anche il suo nuovo film intitolato “Ella & John - The Leisure Seeker”, in corsa per gli Oscar in quanto in lingua inglese. Virzì non è al suo primo lavoro americano, ma il precedente “My name is Tanino” (2003) fu realizzato in situazioni produttive improbe, nel cuore del tracollo di Cecchi Gori. Mentre oggi, reduce dal successo de “La pazza gioia”, il cineasta livornese gode giustamente di mezzi tali da poter ingaggiare due mostri sacri internazionali come Mirren e Sutherland.

Con l’ultimo viaggio in camper di una coppia di anziani, Virzì mette in campo la vecchiaia, la malattia. Ma anche tutta la giovinezza che ci può essere in un lungo rapporto matrimoniale pieno di amore, vecchie gelosie e rancori, come quello che c'è appunto tra Ella e il marito John. Per loro c'è solo tanta voglia di fuga, quella di fare un ultimo viaggio. Si parte con “It’s Too Late” di Carole King e si finisce con “Me and Bobby McGee” di Janis Joplin. Le canzoni, tra il nostalgico e l’evocativo, non mancano di certo nel film, che è tratto dal romanzo di Michael Zadoorian (da noi “In viaggio contromano”), con la sceneggiatura di Francesca Archibugi, Francesco Piccolo e Stephen Amidon. Una storia “on the road” che alterna situazioni umoristiche e affondi drammatici, panorami suggestivi e torsioni aspre.

“The Leisure Seeker” significa “il cercatore di svago”, dal nome dato a un camper della Winnebago molto in voga negli anni ’70. È su un vecchio esemplare del 1975 che Ella e John salgono una mattina, senza dir nulla ai figli quarantenni, per un viaggio verso Sud dai contorni simbolici, lungo la mitica U.S. Route 1. La destinazione è Key West, per visitare la casa di Hemingway, e non sarà facile arrivare fin lì da Boston. Ella, ormai devastata dalle metastasi, ha deciso di sottrarsi a inutili cure mediche, ma non riesce a separarsi dalla sua parrucca. John, malato di Alzheimer, alterna momenti di lucidità a stati di rimbambimento totale, e sempre più spesso se la fa sotto. Secondo i canoni del genere picaresco, sia pure in chiave crepuscolare, il film pedina i due anziani - lui prof colto e democratico, lei concreta e repubblicana - in quella fuga liberatoria verso la libertà dai condizionamenti dell’età. E intanto, a ogni fermata, le diapositive proiettate sul camper rievocano gioventù, viaggi e tappe di quella vita in comune. Amorosa, litigarella, non sempre lineare. Naturalmente Sutherland & Mirren arpeggiano su tutta la tastiera della commozione, anche perché Virzì trae sempre il meglio dai suoi attori. Nel film si fa un gran parlare di Hemingway, Joyce, Melville, echeggia anche Bob Dylan, e una piccola manifestazione pro-Trump offre il pretesto per lo sfottò d’obbligo. Il film, fitto di battute sulla vecchiaia e
di incontri bizzarri, sfodera un andamento lento ancorché toccante, replicando un po’ lo schema de “La pazza gioia”. Ma si fa valere lo stile del regista, che possiede il senso della “commedia umana” e sa mescolare umanità, risate e un pizzico di tragedia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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