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Ritratti e paesaggi di Nora Carella, artista del coraggio

La mostra, visitabile con ingresso libero fino al 12 febbraio nella Sala veruda, espone attraverso una cinquantina di opere a olio, il percorso artistico della Carella tra gli anni ’70, quelli dell’atelier romano, e il primo decennio del 2000.

TRIESTE Non basta riprodurre fedelmente i tratti di un volto per realizzare un ritratto riuscito. A infondere a un quadro un’allure speciale, è la capacità dell’artista di cogliere la personalità del soggetto e imprigionarla sulla tela. Un valore aggiunto, che nel caso della pittrice triestina Nora Carella, era il frutto di un’innata capacità di leggere l’anima di chi ritraeva.

Negli anni ’70 sono stati proprio i ritratti a decretarne infatti la fama di ritrattista in Italia, nel mondo ma anche, naturalmente, nell’amatissima Trieste. Corposa la lista dei personaggi eccellenti immortalati dalla pittrice mancata nel 2015 a 97 anni, che a causa di seri problemi agli occhi aveva rinunciato a malincuore a tele e pennelli solo due anni prima della scomparsa. In carnet tra i conosciuti del mondo della politica, dello spettacolo, della finanza e del jet-set internazionale da Farah Diba, l’allora imperatrice e moglie dello scià di Persia Reza Pahlavi, a Jimmy Carter fino ai nomi di casa nostra come quelli dei sindaci Mario Franzil e Gianni Bartoli, del vescovo Bellomi e dell’ex presidente del Lloyd Triestino Michele Lacalamita. La sala Veruda di Palazzo Costanzi ospita la rassegna “Nora Carella – Luce senza tempo”, la mostra retrospettiva dedicata alla pittrice nel centenario della nascita, realizzata e curata da Marianna Accerboni, con il sostegno del Comune di Trieste.

La mostra, visitabile con ingresso libero fino al 12 febbraio, espone attraverso una cinquantina di opere a olio, il percorso artistico della Carella tra gli anni ’70, quelli dell’atelier romano, e il primo decennio del 2000.

«È stata un’artista dalla personalità volitiva e una donna molto coraggiosa, che ha saputo indirizzare, in anni non facili e da giovanissima vedova, il proprio destino, sia come pittrice sia come madre», ha commentato la curatrice Marianna Accerboni alla presentazione cui hanno partecipato l’assessore comunale Carlo Grilli e il presidente dello stabile Rossetti, Sergio Pacor. Esposte alla sala Veruda le tele del periodo delle nature morte, i quadri con i suggestivi paesaggi lagunari, in cui è predominante la fascinazione

dell’artista per l’immateriale essenza della trasparenza del vetro e dell’acqua. Un pannello di grandi dimensioni riunisce invece – gli originali sono nelle collezioni private e nei musei – una robusta selezione dei celebri ritratti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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