Quotidiani locali

trieste

Adulti e bambini visti da Zacchigna all’Hangar Teatri

In una società in cui i bambini sono al centro del “mercato”, che offre ottimi surrogati alla mancanza di tempo e di fantasia dei genitori, si rischia di perdere di vista l’unicità offerta dal rapporto tra grandi e piccoli.

TRIESTE In una società in cui i bambini sono al centro del “mercato”, che offre ottimi surrogati alla mancanza di tempo e di fantasia dei genitori, si rischia di perdere di vista l’unicità offerta dal rapporto tra grandi e piccoli.

Eppure i bimbi, lungi dall’essere marionette di irrealizzabili sogni genitoriali, nel loro essere soggetti autonomi rappresentano la cartina al tornasole della nostra maturità affettiva. Nasce per analizzare tre diverse sfaccettature di questo rapporto e incoraggiare un mondo sentimentalmente meno analfabeta di quello attuale lo spettacolo “Trilogia con muro, borsa e bambino”, che sarà proposto nella sede di Hangar Teatri venerdì 12 e sabato 13 gennaio alle 21 e domenica 14 dicembre alle 17.

Ad interpretarlo, in assolo sul palco, sarà l’attore Maurizio Zacchigna, che con la regia di Marcela Serli si metterà di volta in volta nei panni dei diversi protagonisti, adulti e bambini, dell’omonimo testo dello scrittore e autore teatrale friulano Carlo Tolazzi. «Si tratta - spiega Zacchigna - di un testo pensato come una trilogia di storie, riunite dal sottile fil rouge dato da tre elementi ricorrenti: un bambino protagonista, una borsa che può contenere ma anche nascondere qualcosa e un muro, che a volte separa, a volte protegge, a volte cela alla vista».

«La prima - continua l’attore -, ambientata in una dimensione popolare friulana, racconta di un adulto che ricorda come da bambino è diventato uomo all’ombra di una madre molto particolare, che ha lottato contro tutti per crescere un figlio da sola, per instaurare con lui un rapporto fatto di mille racconti, inventati e spesso esagerati. La seconda, tratta da un fatto realmente accaduto, ripercorre la storia di un adolescente di colore assassinato da due compagni di classe a causa di un gioco duro e razzista che si è tramutato in tragedia. La terza, infine, racconta di un infermiere che gradualmente instaura un legame con un bimbo autistico ricoverato in ospedale, cercando di abbattere attraverso le parole il muro di silenzio di cui il suo piccolo paziente è prigioniero». Prodotto dall’associazione Mamarogi lo spettacolo, spiega ancora Zacchigna, tenta di interpretare

un pezzo della società in cui viviamo con leggerezza e ironia, in un grande gioco teatrale che riesca a coinvolgere il pubblico in un discorso capace di scavare sotto la banale superficie della nostra contemporaneità. Per info e biglietti: 040.0643023 - 380.8990075.
 

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Premio ilmioesordio, invia il tuo libro