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mostra alla lux art gallery 

Indagine sulla condizione umana con dipinti, fotografie, video-istallazioni

L’esposizione “Inside/outside: the human condition” alla Lux Art Gallery, indaga il disequilibrio tra il buio e la luce, analizza l’introspezione profonda del sé e delle percezioni esterne. In mostra,...

L’esposizione “Inside/outside: the human condition” alla Lux Art Gallery, indaga il disequilibrio tra il buio e la luce, analizza l’introspezione profonda del sé e delle percezioni esterne. In mostra, fino all’8 gennaio, le opere di Matej Čepin, Nataša Kos, Mariano Mazzelli, Dobrivoje e Ivan Krgovič. Elisabetta Bacci, curatrice dell’evento, ha posto in costruttivo confronto artisti che, usando tecniche differenti, hanno approfondito la tematica della condizione umana sia interiormente che socialmente. Matej Čepin presenta quadri dalle atmosfere spettrali, il panorama è metaforico e le espressioni dei volti dei protagonisti sono impenetrabili. L’artista è un appassionato di cinema e le sue opere sono la sintesi di iconografie contenute nel suo sguardo; sembra quasi si registri una sovrapposizione emotiva di immagini percepite. Paesaggi dal clima invernale, uno scomodo senso di freddo elargito dagli infecondi rami degli alberi spogli e un profondo senso di inquietudine sono probabilmente una maniera di percepire l’ambiente sociale contemporaneo, immagini che rispecchiano un sentire interiore. Nataša Kos espone fotografie di un nuovo ciclo dal titolo “Offuscamenti”. L’uomo, in tali sequenze, non viene immortalato come ritratto di una tipologia precostituita ma viene invece rappresentato come stato d’animo, come frammento emotivo, come sensazione. Mariano Mazzelli propone lavori apparentemente di facile lettura che invece hanno profonda base culturale e sociale, che vanno indagati ed elaborati. L’artista è molto sensibile all’aspetto morale e politico del contemporaneo; ha studiato approfonditamente Pasolini tanto da presentare mostre ispirate al suo pensiero letterario. Mazzelli dà luce alla necessità espressiva popolare delle scritte sui muri mediandola artisticamente e creando opere che hanno un aspetto documentario attinente alla voce del sociale.

Dobrivoje e Ivan Krgovič presentano un’interessante video-istallazione utilizzando una ripresa effettuata di notte dalle telecamere della polizia slovena di migranti che hanno oltrepassato il confine. Nella poetica di questi artisti (padre e figlio) c’è l’elaborazione artistica di testimonianze
non rimaneggiate. A volte il frammento di un documento che non potrebbe e non avrebbe la possibilità di presentare il quadro reale di una situazione, nella sua giusta collocazione artistica, diviene fermo immagine di un momento storico culturale.

Giada Caliendo



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