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Gallerano, locandiera padana

GRADISCA. Stasera alle 21, al Nuovo Teatro comunale di Gradisca d’Isonzo, andrà in scena “La Locandiera – O l’arte per vincere”, un’esclusiva regionale con Silvia Gallerano, che rilegge il testo...

GRADISCA. Stasera alle 21, al Nuovo Teatro comunale di Gradisca d’Isonzo, andrà in scena “La Locandiera – O l’arte per vincere”, un’esclusiva regionale con Silvia Gallerano, che rilegge il testo goldoniano fra tradizione ed emancipazione. Accanto alla Gallerano, diventata un’icona per l’interpretazione magistrale del testo di Ceresoli ‘La merda’ in cui l’artista usa anche il suo corpo nudo per esprimere ogni singola emozione, saliranno sul palco Claudio Botosso, Giorgio Careccia, Andrea Ortis, Chiara Cavalieri, Eva Sabelli, Diego Florio, Giulio Maroncelli, Pierdomenico Simone. Il testo di Carlo Goldoni è adattato e diretto da Stefano Sabelli.

Immersa tra giunchiglie e arboree di fiume, la Locanda “Vecchio Po” è una palafitta girevole che assume le sembianze ora di una nave corsara, che aspetta stancamente il vento in poppa, ora di una casa di frontiera sospesa sull’acqua, con forse, dietro, il precipizio. Il clima da bassa Padania, esotico e fluviale traina una fantasia visionaria, dove la notte scura è illuminata da lucciole e lanterne che scompongono, sul manto del fiume, un continuo e forsennato caleidoscopio di luci, speranze e sospiri. Silvia Gallerano è Mirandolina una Locandiera combattuta fra tradizione e femminilità emancipata, moderna e sensuale, abile ma priva delle leziosità connaturate in genere al ruolo. Intorno
a lei, mentre la radio trasmette mambo d’epoca e standard di Gleen Miller, un’umanità border-line, composta da incalliti giocatori d’azzardo, debosciati melomani, balordi dandy e subrettine da ultimo spettacolo che intonano arie operistiche o evergreen del Trio Lescano e Rabagliati.

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