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Chamber, stagione stellare

Tra gli artisti il Duo Kim-Lim, Leipzig String Quartet, Ella van Poucke

TRIESTE. Emozione e razionalità, un dualismo in antitesi solo apparente che può sprigionare, al contrario, modulazioni dei più variegati colori. È sotto questo connubio che l’Associazione Chamber Music presenta la sua nuova stagione cameristica 2018 al Ridotto del Verdi: dal 22 gennaio, data inaugurale, al 10 dicembre, chiusura con la magnifica violoncellista olandese Ella van Poucke, Premio Chigiana 2017, per il tradizionale appuntamento di Natale, 15 concerti articolati in una tranche inverno–primavera di otto lunedì e, dal 17 settembre, nel Festival Pianistico “Giovani interpreti e grandi Maestri” che ad autunno precederà la 19° edizione del Concorso internazionale “Premio Trio di Trieste” dedicato alla composizione con l'importante riconoscimento («significa avere brani di musica appena scritta, contemporanea») del Giampaolo Coral Award.

È come sempre il direttore artistico del festival Fedra Florit a illustrare la programmazione, che tra le caratteristiche vanta diversi repertori di raro ascolto, un'inclinazione internazionale e nel contempo un'attenzione spiccata verso giovani interpreti e ensemble emergenti (Quartetto Adorno, Giuseppe Albanese, per esempio), il puntiglio di proporre gli artisti senza “snaturarli” bensì con il repertorio a loro più consono e naturale, diversi programmi integrali tra cui uno dedicato a Debussy a 100 anni della morte. Ci saranno grandi ritorni e new entry. E per chi ha storto il naso per il mood troppo contemporaneo di alcuni gruppi, è stato corretto il tiro senza togliere spazio alla sperimentazione. Non ultima, la location, gravata di un incremento dell'affitto che assorbe tutto il contributo ministeriale e che fa piangere lacrime amare all'associazione tutta.

C'è uno Schubert meno sentito a inaugurare la stagione, il 22 gennaio, attraverso l'interpretazione del Duo internazionale Suyoen Kim, violino, e Dong-Hyek Lim, pianoforte, artisti pluripremiati e in grande ascesa. Il loro è un dialogo finissimo, precisa Florit, caratterizzato da una perfezione assoluta per la qualità di suono.

Repertorio di raro ascolto anche per il secondo concerto, il19 febbraio, con i prestigiosi Cameristi di Santa Cecilia, con Andrea Oliva al flauto, già ampiamente apprezzato alla Chamber. Notissimo ensemble anche per il terzo concerto, il 19 marzo: sarà il Leipzig String Quartet ad offrirlo, con il ritratto di un Mozart giovanissimo, più adulto e poi maturo. In un ottica di collaborazioni, il violoncellista Matthias Moosdorf terrà una masterclass al Conservatorio Tartini.

Il programma procederà poi con gli Slowind, il celebre Quintetto di fiati sloveno stavolta più classico nel connubio con il pianista Aleksandar Madžar, poi in arrivo da Mosca e per la prima
volta a Trieste, le sorelle Maria e Nathalia Milstein, violino e pianoforte, che con I Virtuosi Italiani faranno conoscere il Nino Rota meno cinematografico.

Abbonamenti e biglietti già al Ticket Point di Corso Italia 6/. www.acmtrioditrieste.it.

Federica Gregori

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