Quotidiani locali

festival

Nel 2018 èStoria affronta le Migrazioni tra passato e presente

Sarà dedicata agli esodi la rassegna internazionale  in programma dal 17 al 20 maggio a Gorizia 

GORIZIA Il festival èStoria di Gorizia nel 2018 si butta nella più stretta attualità. Tema portante della prossima edizione della rassegna internazionale dedicata all’agire dell’ uomo nel tempo, tra passato e presente, sarà “Migrazioni”. Argomento forte, che attualizza e focalizza ancora di più il tema di due anni fa legato agli “Schiavi”. L’edizione del 2018, che si svolge a Gorizia dal 17 al 20 maggio, più di altre volte metterà in relazione il rigore della ricerca storica e la capacità di informare sul passato con le questioni sociali più di attualità, affidando a giornalisti, autori, studiosi il compito di ricordare come il passato sia la chiave per capire il presente.

«La tendenza alla mobilità - spiega il curatore e ideatore del Festival, Adriano Ossola - è connaturata nell’indole umana. Dalle migrazioni preistoriche a quelle dell’èra della globalizzazione l’uomo si è spostato da un continente all’altro alla ricerca di migliori condizioni di vita». «Condizioni climatiche avverse, carenza di lavoro, carestie o epidemie, squilibri demografici e guerre - continua Ossola - hanno determinato nel tempo un incessante flusso di spostamenti di piccole o grandi dimensioni accomunate da questo mito tenace; in ogni epoca le migrazioni hanno suscitato paure o entusiasmi e ancora oggi si potrebbe dire che nel mondo intero - viste le dimensioni planetarie del fenomeno - c’è chi ne sostiene l’ineluttabilità, mentre altri vi si oppongono in nome dell’identità etnica o della salvaguardia nazionale».

Il pubblico in una passata edizione...
Il pubblico in una passata edizione di èStoria


Ecco allora che èStoria 2018 ha deciso con una serie di confronti a tutto campo di «affrontare un tema doloroso e drammatico della contemporaneità guardando al passato, offrendo alla Storia la possibilità di ristabilire uno sguardo equo sul mondo odierno».

Fra i molti fatti, eventi, racconti di cui si occuperà il festival ecco i Gastarbeiter turchi che si aggirano per le strade della Germania occidentale, incapaci di afferrare la realtà che li circonda o capaci soltanto di invidiarla. Oppure i boat people del Vietnam, sballottati dal mare o già insediati in qualche plaga dell’entroterra australiano. O ancora gli “straccioni messicani che strisciano negli anfratti della California meridionale per eludere le guardie di frontiera e sgattaiolare nel territorio degli Stati Uniti” come racconta Iosif Brodskij in “Profilo di Clio” (Adelphi). E allo stesso tempo si ricorderà come quegli stessi boat people possano essere usati, come ci spiega Kelly Greenhill in “Armi di migrazione di massa( (Leg, 2016) quale arma non convenzionale contro una nazione per ottenere aiuti economici da altri Stati, mentre le famiglie dei lavoratori stranieri hanno un tasso di natalità molto alto, che rischia di complicare le politiche d'integrazione degli Stati ospiti.

Come sempre l'approccio, ricorda ancora Ossola, sarà storiografico ma anche interdisciplinare, per intrecciare letteratura, cinema, musica, arte, antropologia, psicologia, filosofia, economia e altre materie, articolati in tre filoni principali: la lunga durata, percorso cronologico dedicato ad alcune tappe fondamentali dalla preistoria al Novecento; l’interpretazione del presente, appunto il fenomeno migratorio e l'attualità; le narrazioni, cioè il racconto di storie, protagonisti, testimonianze ed eventi.

Proprio l'aspetto della narrazione troverà uno spazio nuovo - assieme alle altre tradizionali sezioni, dalla “Grande Guerra” ai “Giovani” - all’interno della rassegna, e accompagnerà tutto il percorso di avvicinamento al festival attraverso una serie di interviste settimanali pubblicate sul sito di èStoria e sui social già da oggi. “Passaggi. Ai confini delle migrazioni” è il nome del progetto che racconta per un verso il viaggio da qui al Festival di maggio, ma che soprattutto vuol essere un percorso attraverso tanti punti di vista. Cittadini, esponenti delle istituzioni, volontari, gli stessi migranti e altre voci saranno chiamati a ragionare e argomentare per contribuire alla condivisione delle opinioni, a partire proprio dal territorio goriziano e dalle voci ascoltate per èStoria da Emanuela Masseria e Timothy Dissegna. Tra i primi intervistati, Rodolfo Ziberna (sindaco di Gorizia), Anna Condolf (preside del Polo Liceale di Gorizia e reggente degli istituti D'Annunzio e Fabiani), Anna Di Gianantonio (insegnante, ricercatrice storica, presidente della sezione Anpi di Gorizia e membro dell'associazione Forum per Gorizia) e Hussain Muntazir, giovane pakistano giunto in Austria tramite la rotta balcanica e poi a Gorizia, dove ha visto accogliere la sua richiesta d'asilo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista