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Massimo Ranieri: «La vita è un palco»

Giovedì al Rossetti va in scena “Sogno e son desto” con il poliedrico artista napoletano

TRIESTE. La vita è un palco, l'arte un viaggio profondo ed eterno, fatto di emozioni da cogliere e da trasmettere. C'è sempre un desiderio di scoperta nel pensiero di Massimo Ranieri, atteso al suo ritorno a Trieste con l'appuntamento di "Sogno e son desto (in viaggio)", in cartellone giovedì 30 novembre al Teatro Stabile "Rossetti" (alle 21) trasposizione teatrale del fortunato programma televisivo prodotto da Rai 1, spettacolo ideato e scritto dallo stesso artista napoletano assieme a Gualtiero Peirce.

Un affresco di stili, colori e personaggi, anzi, più propriamente una sorta di colorata tavolozza abitata prevalentemente dalla musica - quella portata negli anni alla ribalta dal protagonista ma estrapolata anche della tradizione napoletana e non solo - qui cucita sui tempi teatrali e dove trovano posto anche monologhi, citazioni, danza e magari un debito respiro dedicato all'improvvisazione.

Il copione di "Sogno e son desto" gioca su queste tracce e punta a rinverdire gli stilemi del varietà del piccolo schermo, quasi una missione.

L'adattamento qui ricorre al palco teatrale, senza le pause pubblicitarie e priva della passerella degli ospiti del sabato sera ma sempre animata dalla vocazione nutrita in carriera da Massimo Ranieri, anche qui in veste di ideatore, attore, cantante, insomma, mattatore: «Credo sia veramente uno spettacolo per tutti, dove si ride, si canta e si gustano macchiette - premette l'artista napoletano, al suo ritorno a Trieste dopo l'esperienza in veste di regista di "Traviata" al Teatro "Verdi" nel 2006 - E ci sarà molto di più, con i ricordi e i tributi, passando da Shakeaspeare allo stesso Pino Daniele».

Copione intenso quindi, presumibilmente altrettanto dinamico. Si, perché Massimo Ranieri non ama dipingere in poltrona ma predilige trasmettere anche attraverso un certo impatto di carattere fisico: «È vero, io proprio non riesco a stare fermo durante uno spettacolo - ribadisce il cantante - è una cosa più grande di me, su cui del resto ho lavorato moltissimo in questi anni e che spero affiori anche nel corso della rappresentazione di "Sogno e son desto". La fisicità per me è altrettanto importante ma non è certo improvvisata, non ero un atleta da piccolo e ho coltivato tale virtù proprio in teatro, preparandomi nell'arte circense, nella boxe e nella scherma».

«Inoltre - aggiunge Massimo Ranieri - è stato vitale accogliere anche sotto questo profilo la fiducia di grandi registi che mi hanno permesso di esprimermi in tal senso, da Strehler a Patroni Griffi». Versatilità.

L'altro dogma caro al Ranieri - pensiero, tema imprescindibile che arreda lo spettacolo teatrale e che propone una comparazione con le nuove generazioni di artisti: «Alla base di tutto permane la perseveranza, l'amore e la volontà - afferma - e i giovani ora sono forse più frenetici che desiderosi e versatili. Secondo la tradizione popolare, una volta si diceva che "la vita è fatta a scale", ebbene credo che le nuove generazioni non vogliano sempre scalare gradualmente ma fare un salto unico, con risultati spesso evidenti. Anche nell'arte».

Ben chiaro invece il concetto dell'arte accolto e vissuto da Massimo Ranieri, tradotto non a caso anche nella sorta di postilla che correda il titolo dello spettacolo, quel "In viaggio" posto tra parentesi ma che riflette in realtà al meglio il suo manifesto ideale: «Viaggiare, muoversi, a piedi o in treno, non importa - sottolinea convinto - per andare dove? Non importa, conta scoprire, vedere, creare e trasmettere. Non amo il disincanto, sono piuttosto sempre incantato davanti alle possibilità della vita e alle sue espressioni, e poi - afferma sorridendo - sono napoletano, e come tanti napoletani ogni mattina quando mi alzo vado in cerca di qualche lavoro...».

Una cartolina infine per Trieste,
disegnata anche qui tra cuore, muscoli e poesia: «Piazza dell’Unità è stupenda, miracolata di bellezza - chiosa Massimo Ranieri - voglio ammirarla ancora da vicino. Sapete come? Magari questa volta ci arrivo via mare, a bordo di una barca a remi...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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