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Latino-americano, a Trieste la denuncia sullo schermo

Martedì al Teatro Miela apre il concorso con due film argentini, mentre all’Ateneo “La verità non basta” sui crimini contro l’umanità

TRIESTE. Dopo l'inaugurazione di sabato scorso al Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” dedicata ad Astor Piazzolla, il Festival del Cinema Latino Americano di Trieste entra finalmente nel vivo al Teatro Miela: da martedì, infatti, la manifestazione diretta da Rodrigo Diaz inizierà ad addentrarsi nella competizione schierando ben cinque dei 13 titoli che compongono il Concorso ufficiale.

Inizio e chiusura riservata a due film argentini: mentre a inaugurare alle 11 la sezione cardine, interamente in anteprima italiana, spetterà a un'opera di fiction, “Siestas”, sarà un documentario pluripremiato, “70 y Pico”, a concludere la giornata, con il regista Mariano Corbacho presente in sala per incontrare il pubblico. Ne ha vinti diversi, di riconoscimenti: ma uno in particolare, l'”Edward Snowden” al festival parigino Signes de Nuit, dà la cifra del film.

Un vero lavoro investigativo, infatti, quello condotto per quattro anni da Corbacho, e ancor di più coraggioso: l'autore va infatti alla scoperta della figura del nonno, decano della facoltà di architettura dell'università di Buenos Aires durante l'ultima dittatura civile-militare, indagando su una sua presunta responsabilità nella repressione. Il film include ampie interviste con il nonno sul ruolo specifico da lui svolto nelle oltre cento sparizioni subite all'interno della facoltà.

Uno sguardo al passato e uno altrettanto forte sul presente, tanto che la contemporaneità sembra essere il leitmotiv di quest'edizione: a partire proprio da “Finestra sul presente”, neonata sezione che, spiega il direttore «offrirà al pubblico uno spaccato su quanto accade oggi nel mondo latinoamericano: sapere cosa accade in luoghi lontani, ma anche molto vicini culturalmente, è quantomai importante».

Una finestra che si aprirà già martedì alle 18.30 con “La verità non basta” di Favio Fischer e Mon Ross: sarà l'Ateneo triestino, nell'edificio H3 di Giurisprudenza, a ospitare il film franco argentino con ingresso libero, una riflessione profonda su importanti questioni di natura etica e giuridica.

Da Plaza de Mayo a Buenos Aires procedendo per la Cambogia, l'ex Jugoslavia e il Ruanda, i crimini contro l'umanità nonostante Norimberga non si sono fermati e il documentario analizza come i protagonisti del diritto internazionale e la società civile si organizzino per creare nuove leggi al fine di prevenire nuove tragedie; tra gli intervistati, anche Baltasar Garzon, famoso per aver rivoluzionato la giustizia internazionale con una sentenza contro il dittatore cileno Pinochet.

Ma anche al di fuori di “Finestra sul presente”, l'occhio sulla contemporaneità incrocerà tematiche di stringente attualità oggi sulle prime pagine dei giornali internazionali. È il caso di “El Bosque de Karadima”, venerdì alle 22, campione d'incassi in Cile, protagonista Luis Gnecco, il “Neruda” di Pablo Larrain.

L'attore di Santiago interpreta il prete cattolico Fernando Karadima, considerato santo in vita, intoccabile grazie all'alta società cilena, smascherato poi grazie al coraggio di un giovane per abusi fisici e psicologici su adolescenti: crimini perpetrati indisturbato per 20 anni.

Fatti drammaticamente autentici anche per “Bertha vive”, in programma alle 15.30 di sabato, giornata che con altri due titoli forti e la cerimonia di premiazione delle 20 si presenta come uno dei giorni più caldi dell'edizione. La domenica, come consuetudine, sarà quindi dedicata alle proiezioni dei film vincitori. Il festival conterà soprattutto in prima persona sui suoi protagonisti: a iniziare da Alex Quiroga, che presenterà oggi alle 13 “A nuestros héroes” un film “indie” girato e pensato passando da citazioni

hithcockiane che tocca il tema della violenza sulle donne, o come il regista colombiano Juan Zapata, che stasera alle 20 presenterà il suo “Another Forever”, miglior film straniero ai Los Angeles Independent Film Festival Awards 2016.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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