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lirica

Trieste, vip in passerella per “Evgenij Onegin” alla prima del Verdi

Numerosi volti noti e sfoggio di smoking e abiti lunghi per uno degli appuntamenti più attesi della stagione

La prima al Teatro Verdi è, oltre a un evento artistico d’eccellenza, per sua natura stessa anche un appuntamento con l’eleganza. Che pare essersi regalata però, e così al pubblico, più eterogeo di un tempo, ieri sera, in attesa del debutto del «Evgenij Onegin» di Cajkovskij, una certa libertà nel declinarsi, in un quadro di colori, toni e tessuti che, nel foyer, si è rivelato comunque vivace, ma intonato e composto. Accanto al rispetto delle tradizioni che si ha l’orgoglio di preservare come intramontabili, quali la storica presenza dei carabinieri in alta uniforme e l’esecuzione dell’inno nazionale, una certa elasticità verso il presente e il futuro è un pregio.



Come per ogni prima rappresentazione alla fine dello spettacolo è stato previsto il brindisi nel quale il pubblico ha avuto anche modo di incontrare il cast, una ricorrenza introdotta dal Sovrintendente Pace, com’è proprio nei più grandi teatri lirici europei.

Del resto il Teatro ha investito energie, con riscontro, non soltanto per portare in scena giovani cast di valore, ma anche per stimolare l’interesse per la lirica sin dalla più giovane età, con un aumento notevole del numero di abbonamenti under 30 e per le scuole anche alla prima rappresentazione. E per stimolare come sottolinea il sovrintendente Stefano Pace: «Coloro che non hanno mai incontrato la lirica, ma una volta scoperta comprendono cosa, sino ad ora, si erano persi».

Qui sopra, il foyer del Verdi...
Qui sopra, il foyer del Verdi affollato (Foto Andrea Lasorte)


Per Pace “L’Onegin” è, assieme alla “Traviata”, una delle masssime espressioni dell’opera nel Novecento. Un inizio stagione, dunque di grande prestigio e attrattiva, confermato anche dal quasi tutto esaurito in platea. Tornando alla scelta di cosa indossare alla prima, all’esterno del teatro le temperature, sulle note del vento, sono forse più invernali, ma all’interno del foyer si osano volentieri anche spalle scoperte, affinché anche collane, orecchini e acconciature più ricercate abbiano la loro luce. Poche pellicce, non tutte ecologiche, prevalenza del lungo, ma anche di gonne al ginocchio. Una festa di pailettes, pizzi e decorazioni brillantinate, di raso di seta, ma anche di tessuti più semplici, sebbene c’è chi osi soluzioni un po‘ più stravaganti e ricercate, con vezzo di chiccheria. Non solo nero, molte le variazioni di colori scuri, anche se a vincere nella tavolozza è il verde bosco. Addobbi florerali delicati, sul tono dell’oro, così bene si sposano con l’ambiente, ma sembrano anche sintonizzarsi con un Natale che ormai non è troppo lontano, aggiungendo un tono di calore.

Tra le istituzioni il sindaco Roberto Dipiazza e signora, gli assessori regionali Gianni Torrenti e Francesco Peroni e gli assessori comunali Serena Tonel e Carlo Grilli, i rappresentanti dei maggiori Teatri cittadini, come Sergio Pacor e Franco Però del “Rossetti” e Breda Pahor dello Stabile Sloveno e Francesco De Luca del Miela e Sergio Razeto, presidente dell’Associazione industriali della Venezia Giulia.

Spicca per eleganza Elena Berlucchi, degli imprenditori del vino, di Brescia, con una sontuoso abito da sera, su toni chiari e guanti bianchi. L’opera, che vedrà anche un lunghissimo applauso a scena aperta, inizia in orario perfetto dopo la tradizionale esecuzione dell’inno nazionale, con la direzione del maestro Fabrizio Maria Carminati, che torna per il secondo anno consecutivo ad aprire la stagione. Luci accese in sala e pubblico in piedi in ascolto dell’inno, peraltro divenuto ufficiale in questi giorni, dopo soli settantuno anni di provvisorietà.

 

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