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American Idiot al Rossetti, crescere con i Green Day

Giovedì 16 e venerdì 17 novembre al Rossetti, rock opera di “formazione” su tre ragazzi che devono riprendersi la vita

TRIESTE. Parte al ritmo punk rock dei Green Day la stagione dei musical al Rossetti. Giovedì 16 e venerdì 17 novembre alle 20.30 il pluripremiato "American Idiot" farà tappa al Rossetti e sorprenderà il pubblico. L'omonimo concept album dei Green Day prende la forma di una rock opera sul palcoscenico grazie alle liriche dello stesso cantante Billie Joe Armstrong che si fondono alla storia scritta da Michael Mayer. Non solo, trovano spazio anche alcuni titoli da "21st Century Breakdown" e la ballad "When it's time" scritta appositamente per lo spettacolo. Il risultato è una scaletta da capogiro con vere e proprie hit come "Boulevard of broken dreams", "21 guns" o "Wake me up when september ends". Eppure "American Idiot" non è il classico juke box musical, con una storiellina pretestuosa che lascia spazio alle canzoni.

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«Mi piace definirlo un musical di formazione - spiega il regista Marco Iacomelli - in cui viene raccontata la storia di tre ragazzi e della loro difficoltà a riprendere in mano le loro vite. Johnny, Tunny e Will sono tre amici, tre giovani di periferia che non si riconoscono nel tipico ragazzo americano che il presidente Bush allora, ma volendo oggi anche Trump, cercava di promuovere. È una storia molto personale e condivisibile che si fonda su tre percorsi finalizzati alla ricerca di sè, aggiunge il regista».

E sono tre percorsi che divideranno gli amici, pronti a lasciare i sobborghi alla ricerca di una vita migliore. «Will - spiega Iacomelli - non riuscirà nemmeno a partire con gli altri perché si troverà ad affrontare una paternità inaspettata, mentre Johnny e Tunny partiranno ma si divideranno a loro volta: Tunny sceglierà di arruolarsi per andare a combattere una guerra che non è nemmeno la sua, e Johnny incontrerà, senza rendersene conto, l'amore della sua vita, ma si ritroverà alle prese con le droghe e un alter ego che rischia di distruggerlo».

Una storia che prenderà vita grazie alle coreografie di Michael Cothren Pena (con creazioni per le Cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi Olimpici di Baku 2017 e di Sochi) e una scenografia che si ispira ai capolavori di Basquiat. «Ho scelto un artista americano che è arrivato a New York e che a sua volta ha avuto esperienze col mondo della droga», spiega Iacomelli. «Le sue opere riescono a enfatizzare la musica che verrà eseguita dal vivo da una band. Questo è uno spettacolo travolgente e non si poteva ricorrere alle basi registrate se non correndo il rischio di perderne l'impatto. Ci sono arrangiamenti molto raffinati, e la band ci permette di conferire ancora maggiore forza alle canzoni che saranno cantate in inglese, mentre la parte recitata sarà in italiano per consentire una maggiore fruibilità al pubblico».

Una coproduzione di STM-Scuola del Teatro Musicale, Fondazione Teatro Coccia e Reverse Agency che vede in scena artisti giovanissimi. «Ho fatto dei provini - rivela Iacomelli - e chiedevo che gli artisti sapessero anche suonare la chitarra oltre a cantare, recitare e ballare. È così che ho trovato Ivan Iannacci, che interpreta Johnny. È un musicista che ha dimostrato un grande talento in scena. Renato Crudo sarà Tunny e Luca Gaudiano Will, mentre sono davvero felice di vedere un artista come Mario Ortiz interpretare St.Jimmy, l'alter ego, perché vedrete, quel ruolo sembra scritto per lui. Abbiamo lavorato con tanta passione, e speriamo che anche il pubblico di Trieste, come gli altri che abbiamo incontrato, si diverta con noi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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