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Quel senso che scava l’anima dalla Capitale fino a Possagno

Non solo Roma, Firenze e Venezia: l’itinerario parla di una magnificenza diffusa Un viaggio dalla Cappella Sistina passando per Modena, Pisa e Cividale del Friuli

ROMA. Dio dona ad Adamo la scintilla vitale, Cristo con il braccio alzato interrompe il tempo degli orologi e separa il bene dal male. Non c’è luogo migliore per iniziare a raccontare la “Divina Bellezza” della Cappella Sistina, ombelico della cristianità, luogo simbolo di quello che Alberto Angela chiama «senso infinito del bello». Quel sentimento che scava l’anima di fronte a una simile manifestazione del genio umano. Per alcuni così nasce la fede, per altri è solo l’emozione che conta: fatto sta che il capolavoro di Michelangelo smuove le anime, le mette in moto. Da qui inizia la ricerca di Alberto Angela e della sua troupe, alla scoperta di un territorio che è come «un diadema, un tessuto fatto di tante pietre preziose». Ottanta luoghi in venticinque città e paesi, una rete di perle che attendono di essere scoperte.

Non si viaggia solo nello spazio, ma anche nel tempo. Nella stessa città dove ha sede la somma manifestazione della potenza della cristianità, il Vaticano, c’è anche il Mausoleo di Santa Costanza, che rimanda alle persecuzioni, perché ricorda la loro fine. È dedicato a Costantina, la figlia dell’imperatore che legittimò il culto all’interno della romanità. Da Roma si vola di colpo a Ravenna, dove la nobilissima Galla Placidia – nipote, figlia, madre e sorella di generazioni di imperatori, imperatrice a sua volta, che fu rapita e sposò il re dei Visigoti – inaugurò una stagione di mecenatismo, innalzò chiese e un Mausoleo destinato a ospitare le proprie ossa. Negli anni successivi sempre nella città romagnola re barbari come Teodorico fecero costruire templi per il culto ariano, che furono però riconvertiti in basiliche cristiane. È il caso di Sant’Apollinare nuovo che celebra la cancellazione dalla storia del territorio dell’arianesimo e il trionfo del cristianesimo. Il Tempietto longobardo di Cividale in Friuli in provincia di Udine è una testimonianza di questi innesti e commistioni: presenta infatti sia motivi tipicamente longobardi e altri che ricordano l’arte classica.

Siamo in pieno periodo Romanico. Il prototipo dello stile che, recuperando la maestosità e la monumentalità dell’antica Roma, deve celebrare per celebrare la grandezza del culto cristiano, è il Duomo di Modena, che ancora oggi ricalca il modello originale costrutito lungo l’arco del dodicesimo secolo, voluto fortemente, si tramanda nei documenti, dalla popolazione. A metà dell’undicesimo, però, Pisa apre il cantiere di quello che sarà uno dei complessi monumentali romanici più noti in tutto il mondo: Piazza dei Miracoli. La Torre Pendente, il Duomo di Santa Maria Assunta, il Battistero di San Giovanni, il Campo Santo: Pisa, in piena contesa tra le Repubbliche marinare costruisce il suo centro artistico e religioso fuori dalle mura, una scelta precisa per dimostrare la sua potenza.

La troupe di Divina Bellezza continua a viaggiare nel tempo e nello spazio da Assisi, dove Angela si imbatterà negli affreschi di Giotto, a Firenze, dove incontrerà il Rinascimento e i misteri della Cupola di Brunelleschi. Si tufferà poi nei cosiddetti “centri minori”, dove operano comunque artisti di primo piano: nella Urbino dei Montefeltro Piero della Francesca rinnova i canoni del disegno prospettico, a Napoli Antonello da Messina reinterpreta le novità della pittura fiamminga, a Padova Andrea Mantegna porta alla massima espressione l’illusionismo ottico, mentre a Venezia Giovanni Bellini, noto come il “Giambellino”, traduce le nuove tendenze rinascimentali in uno stile unico
e personale. Passando per Caravaggio, Bernini e Tiepolo, la serie approderà a Canova, fino al Tempio Canoviano di Possagno. E alla fine arriverà anche il turno dell’Archistar e senatore Renzo Piano, con la Basilica di San Pio.

(and. scut.)

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