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venerdì sera

L’odissea di Samir il giovane afghano che sogna il calcio

Arriva direttamente da Vienna lo spettacolo teatrale che andrà in scena venerdì 27 ottobre alle 20 al Toti, sul colle di San Giusto. S’intitola “La storia di un ragazzo dall’Afghanistan”

Arriva direttamente da Vienna lo spettacolo teatrale che andrà in scena venerdì 27 ottobre al Toti, sul colle di San Giusto. S’intitola “La storia di un ragazzo dall’Afghanistan” (“Die Geschichte eines Jungen aus Afghanistan”), sarà interpretato in due lingue, italiano e tedesco, e racconterà la coinvolgente odissea contemporanea tra Afghanistan, Turchia, Grecia, Italia e Austria di Samir, un giovane dei nostri giorni con la passione per il calcio.

Lo spettacolo sbarca in città grazie ad Arci Trieste, inserito tra le attività del progetto cultura SpostaMenti, finanziato dalla Regione. È stato scritto e ideato da Flo Staffelmayr, di Theater Ansicht, una compagnia teatrale austriaca specializzata in produzioni rivolte a un pubblico giovane, che lo invitano a riflettere su delicate questioni politiche e sociali attraverso nuovi formati teatrali interattivi. Originariamente realizzato con una sola attrice e completamente in lingua tedesca, per Trieste è stato adattato con l’aggiunta, accanto all’attrice, della voce di un mediatore culturale/traduttore, che aiuterà a comprendere meglio la storia e le avventure del protagonista, Samir.

Tutto inizia con dei calci ben assestati al pallone da parte di Samir nella piazza del mercato, come se volesse segnare un gol. Ma basta che una pallonata finisca dove non dovrebbe, colpendo una donna velata, per scompigliare la vita di questo aspirante goleador. La donna perde i sensi e cade a terra e Samir tenta di rianimarla: ha fatto un corso di primo soccorso a scuola e sa che bisogna agire con la respirazione bocca a bocca. Ma commette un grave errore, perché gli uomini con la barba lunga, quelli che decidono cosa si può e non si può fare in questo Paese, non tollerano il suo gesto. Sono gli stessi uomini che seminano violenza e minacciano la sua famiglia.

Il ragazzo non può più stare lì. Merita di vivere una vita migliore, dice sua madre, che decide di separarsi da lui per fargli intraprendere da solo un lungo e pericoloso viaggio verso l’Europa. Un’avventura molto rischiosa, gestita dai trafficanti di esseri umani, piena di difficoltà e che mette paura. Ma che dopo

l’arrivo in Europa gli consente di capire chi dovrebbe essere e chi potrebbe diventare.

Lo spettacolo sarà proposto alle 20 (offerta consigliata 5 euro). Alla performance teatrale seguirà un dibattito, cui il pubblico è invitato a partecipare.
 

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