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Il violino magico di Krylov, firmato dal padre

Domani e sabato, al teatro Verdi, eseguirà pagine di Paganini e Mahler, con l’orchestra diretta dal giovane Kahchun Wong

TRIESTE. Domani alle 20.30 e sabato alle 18 appuntamento al Teatro Verdi di Trieste con il quarto concerto della Stagione Sinfonica 2017, che accoglie un grande protagonista della scena internazionale, il violinista russo Sergej Krylov. A dirigere l'Orchestra della Fondazione ci sarà Kahchun Wong, giovane direttore di origine singaporiana, uno dei nomi più interessanti nel panorama internazionale della direzione d'orchestra. In programma, il Quinto Concerto in la min. per violino e orchestra di Niccolò Paganini e, a seguire, la Quarta Sinfonia in sol magg.– mi magg. (detta Das himmlische Leben) di Gustav Mahler, con la partecipazione, come voce solista, del giovane talento Riccardo Masseni, nato a Monfalcone nel 2002.

Considerato uno dei maggiori virtuosi della sua generazione, Krylov è uno dei violinisti più conosciuti dal pubblico internazionale ed è particolarmente amato da quello italiano che lo segue da anni con attenzione e affetto. E altrettanto affetto rivolge il musicista all'Italia, che da anni è diventata suo paese d’adozione, così come avvenne per suo padre, anch'esso violinista, approdato in Italia, dopo aver lasciato la famiglia in Russia, per apprendere l’arte della liuteria.

Nato a Mosca da una famiglia di musicisti (anche la madre era pianista), Krylov ha cominciato a studiare il violino già all’età di cinque anni, mentre a sei anni ha tenuto il suo primo concerto pubblico.

Ha suonato nei maggiori teatri del mondo, collaborando con i migliori musicisti e direttori d'orchestra; dal 2008 è direttore musicale della Lithuanian Chamber Orchestra per la quale svolge l'attività di direttore e solista. Tra le personalità artistiche che hanno maggiormente influenzato la sua formazione spicca Mstislav Rostropovich, che lo definì: «Uno dei più grandi talenti del nostro tempo».

Maestro Krylov, che cosa rappresenta Trieste per lei?

«Trieste è una città bellissima, dal pubblico meraviglioso. Sono molto legato a queste terre: a Gorizia, nel 1989, ho vinto il premio "Lipizer"; avevo 18 anni e ho ricordi davvero speciali di quegli anni. È stato un premio che mi ha dato molto, in un periodo particolare e difficile come quello della Perestrojka».

Cosa vorrebbe il pubblico scoprisse nel concerto di Paganini?

«Il Concerto di Paganini che porto qui è un pezzo di grande bellezza, ed è un concerto molto raramente eseguito. Vorrei regalare al pubblico triestino la scoperta di una composizione piena di virtuosismo, ma anche lirismo, ispirata dall'opera lirica, dalla bellissima amicizia che legava Paganini e Rossini».

Con che violino suonerà a Trieste?

«A Trieste suonerò con il violino fatto da mio padre liutaio, Alexander Krylov, nel 1994».

Dopo tanti anni in Italia, si sente più un musicista russo o un musicista italiano?

«Mi sento a tutti
gli effetti un musicista del mondo, un musicista globale. La Russia continua a ispirarmi; penso agli anni della mia formazione, ai concerti più recenti, al pubblico sempre splendido, all'emozione del ritorno al mio Paese, nel 2007, dopo 18 anni d'assenza».

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