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Con Tricky a Natale il Miela fa il botto

Il 23 dicembre il live del padre mondiale del trip-hop richiamerà spettatori da Slovenia, Croazia e Austria

TRIESTE. Ha inventato un suono in grado di toccare le profondità dell'animo umano, un mantra ipnotico di bassi pulsanti da ascoltare senza opporre resistenza fin da esserne inghiottiti. È senza dubbio l'arrivo di Tricky a Trieste la bomba sganciata dal Teatro Miela nello svelare, ieri, la programmazione di qui a dicembre. Una programmazione che ha alzato decisamente il tiro: sarà una previgilia di Natale infuocata quella che accenderà il padre mondiale del trip-hop, creatore del “Bristol sound”, nel live triestino del 23, e c'è da scommettere che la data mobiliterà non pochi arrivi da Slovenia, Croazia, Austria.

Da “Blue Lines”, disco seminale che fonda il genere, geniale mix di elettronica, soul, reggae, hip hop alla seconda pietra miliare “Protection” con i Massive Attack, Tricky ha dalla sua, come “solo album”, capolavori assoluti a partire da “Maxinquaye”, segnati da un cantato oscuro e penetrante: ed è a un ritorno alle origini che il nuovo album “Uninform” guarda e che Tricky presenterà a Trieste insieme a una line up di tre vocalist e due musicisti.

MielaMusicLive

Se il genio inglese è la punta di diamante del cartellone musicale, già la prossima settimana il palco del Miela ospiterà un'altra band osannata come i Nouvelle Vague.

Nato come progetto di dj francesi trasformatosi in una vera e propria band dal vivo, i NV hanno sfondato con cover bossa nova di classici punk e new wave. L'appuntamento è per giovedì 5 ottobre alle 21.30, ingresso 25 euro. Un occhio sempre vigile sulla musica dal mondo ha portato la selezione di Fabrizio Comel a posarsi sul gruppo mongolo dei Huun Huur Tu, l'11 novembre, protagonista nel 2016 di un successo tale da richiedere, per l'incredibile affluenza di pubblico, un cambio di location. Da Buenos Aires arriverà invece, il 2 dicembre, Melingo: un po' Nick Cave per espressività e timbro vocale, «è espressione dei bassifondi e dell'anima più genuina del tango - assicura Francesco de Luca - di cui è uno dei più importanti interpreti».

Il Teatro

Per illustrare la parte teatrale del cartellone Alessandro Mizzi parte dalle produzioni di casa: se s'inizia con la Notte Blu, «l'occasione è sempre quella di sperimentare qualcosa che si possa poi sviluppare più avanti».

È successo con “La crociera dello Snark”, esportato anche a Firenze, potrebbe riaccadere - domenica 1 ottobre alle 23 - con l'accattivante “74 giorni sospesi” da un testo di Massimo Navone che racconta il naufragio di Ambrogio Fogar e Mauro Mancini su una zattera nell'Atlantico: in scena, Mizzi e Ivan Zebinati in un'avventura ai limiti della sopravvivenza. Cambio di partner e Mizzi tornerà sul palco il 14 e 15 ottobre a fianco di Laura Bussani, pionieri enologici in “Borderwine”, racconto di produzione del vino tra tradizione e innovazione dal '700 ad oggi, regia di Martina Tommasi e Stefano Dongetti.

Padri e figli, topi e robot

Il 24 ottobre segna il debutto in prima nazionale di “Mio padre votava Berlinguer”: una «liturgia laica» di un padre e un figlio a confronto, con Mizzi e Pino Roveredo. «Un autore e un attore insieme sul palcoscenico - sottolinea il primo - per uno spettacolo che non è politico, ma un pretesto per raccontare una storia». Non è più un'ospitata ma è diventata una vera produzione quella dei “Topi da Laboratorio”, il gruppo di giovani scienziati e ricercatori che il 7 dicembre tornerà dopo il successo del primo spettacolo, tra divulgazione e cabaret. Scienza ancora sotto i riflettori a dicembre con Robotics2, anteprima del Festival di Arte e Robotica in collaborazione con il Gruppo 78. Il Pupkin Kabarett, giunto al suo 16o anno, cambierà orario – inizio alle 20.33 precise – dal suo debutto di lunedì 6 novembre, mentre continuerà il teatro urbano site-specific dopo il buon esito a San Giacomo e pza Barbacan.

L'identità di S/paesati

L'evento sul tema delle migrazioni diventa maggiorenne e si presenta con quattro spettacoli «che hanno al centro il tema dell'identità, inteso sia come valore sia riflettendo su come, se preso troppo sul serio, possa diventare elemento violento», spiega Sabrina Morena insieme a Igor Pison, direttore del Teatro Stabile Sloveno che co-produce alcuni titoli. Che suonano ironicamente quasi fossero tutorial: “Come diventare italiani”, “Come diventare sloveni in 50 minuti”, l’ultima produzione
“Condominio Europa”, mercoledì 11 ottobre, e la nuovissima “Come diventare africani in una notte”. Una quadrilogia «che riflette su noi stessi con ironia per far capire quanto il tema dell'identità possa essere fonte di ricchezza ma anche di violenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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