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Ezio Bosso primo direttore stabile del “Verdi”

“Colpaccio” del sovrintendente Pace e annuncio a sorpresa del sindaco Dipiazza. Il maestro si trasferirà a Trieste 

TRIESTE. «Questa è la bellezza di un teatro: tutto è musica». Il saluto del maestro Ezio Bosso all’orchestra e al pubblico del Verdi di Trieste dopo il concerto dell’11 settembre che ha aperto, fuori abbonamento la stagione sinfonica 2017, era solo un arrivederci. Da ieri Ezio Bosso, pianista, compositore e direttore d’orchestra, è il direttore stabile residente del Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste, il primo della storia del lirico triestino. L’annuncio ufficiale sarà dato lunedì prossimo a Milano in un conferenza stampa che si terrà a mezzogiorno nella sala Verdi del Grand Hotel ed de Milan che è stata la dimora milanese prediletta del compositore di Busseto. Ad anticipare la nomina è stato ieri il sindaco Roberto Dipiazza, che è presidente della Fondazione del teatro lirico, attraverso un video postato sulla sua pagina Facebook. «Il Teatro Verdi di Trieste aumenta il suo prestigio nazionale ed internazionale con l’arrivo del maestro Ezio Bosso. In qualità di presidente del teatro lirico, insieme al sovrintendente Stefano Pace ed al direttivo del Verdi, abbiamo incontrato sia l’orchestra che il coro per annunciare ufficialmente alla grande famiglia del Teatro Verdi questo importante arrivo». Ma non si tratta solo della direzione musicale. «Il maestro Ezio Bosso dopo essere stato a Trieste si è innamorato della nostra città dove si trasferirà in modo permanente proprio per contribuire alla crescita del Teatro Verdi» aggiunge il sindaco. Un “colpaccio” artistico del sovrintendente Pace: «Nella conferenza stampa di lunedì sarà lo stesso maestro Bosso a raccontare nei dettagli la nascita di questa collaborazione e come si svilupperà. Il maestro Bosso è una figura di grande carisma, sia sul piano musicale che sul piano umano ed è in piena sintonia con questo teatro e con questa Fondazione per vedere consolidati i propri meriti».

Ezio Bosso, 45 anni, è esploso come fenomeno a Sanremo nel 2016 ma ha iniziato da piccolo con la musica (a 4 anni leggeva lo spartito). A 16 anni il debutto come solista al piano e poi compositore. Ha firmato anche la colonna sonora di “Io non ho paura” , di Gabriele Salvatores. Nel 2011 ha dovuto sottoporsi ad un intervento al cervello, per l’asportazione di una neoplasia che lo ha precipitato – come ha dichiarato lui – in «una storia di buio». Dopo l’intervento infatti viene colpito da una malattia autoimmune che lo costringe a riapprendere tutto, dalla parola alla musica. Negli ultimi anni ha diretto alcune tra le più importanti orchestre: la London Symphony, l’orchestra del Teatro Regio di Torino, l’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, l’orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, l’orchestra del teatro comunale di Bologna. Proprio a Bologna nel dicembre 2016 viene nominato direttore principale ospite, ma si dimette nel luglio scorso dopo essere stato “protestato” dall’orchestra. «Troppo stress emotivo – ha spiegato Bosso –. Per lavorare insieme serve empatia». Quell’empatia che deve avere invece trovato a
Trieste in un unico concerto e in teatro privo da tempo di una direzione musicale. Gianluigi Gelmetti, nominato direttore onorario nel maggio 2015, è durato poco più di un anno. Ha aperto la stagione sinfonica del 2016 e poi è sparito nel nulla.

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