Quotidiani locali

E nelle lagune si potrà navigare a energia solare

Il ruolo di MareFvg nello sviluppo delle tecnologie marittime. Ma nel 2100 le coste saranno sommerse dall’acqua

TRIESTE. Quali sono le tecnologie marine del futuro? E quelle di oggi? Tante menti unite in unico tavolo possono innescare il circolo virtuoso per scoprirlo. Proprio perché, come è stato ribadito a Trieste Next anche da Lucio Sabbadini, amministratore delegato di "mareFvg", il cluster per lo sviluppo delle tecnologie marine in regione, «ormai da soli non si va più da nessuna parte». Detto e fatto, con il tavolo organizzato nel pomeriggio di ieri all’hotel Savoia, che ha radunato diversi enti di ricerca scientifici e imprese per raccontare 15 progetti del presente e riflettere appunto sui possibili nuovi approcci per i prossimi venti, trent’anni. Ne hanno discusso le Autorità portuali di Trieste e Venezia, manager d’impresa, l'Università di Trieste, l’ateneo di Zagabria, il cantiere di Pola Uljanik, Ogs e Lloyd’s register foundation, la più grande organizzazione di classificazione marittima, inglese ma con sede pure a Trieste, e molti altri. Si sono apprese le innovazioni in corso in Friuli Venezia Giulia che raccontano ad esempio di vetroresina cosiddetta alleggerita, compatibile con l'ambiente e riciclabile a fine vita.

Ma anche di una barca per la navigazione lagunare a energia solare e di nuovi sistemi propulsivi. Tutti esiti raggiunti dalle imprese assieme all’università e a "mareFvg", che coordina e fa da mediatore per trovare nuove tecnologie marine. Che ovviamente navigano con un approccio sempre più solidale nei confronti di acque sempre più in pericolo. Perché l’innalzamento del mare non sembra arrestarsi e le prospettive per il 2100 non sono per nulla confortanti: 5mila chilometri quadrati di terra tra Trieste e Ravenna, ad esempio, saranno sommersi dall’acqua.

Lo ha mostrato con i suoi studi e attraverso delle mappe a dir poco allarmanti Fabrizio Antonioli, ricercatore geomorfologo dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile di Roma, conversando nell'Area Talk di piazza Unità con Stefano Furlani, docente di Geofisica dell’Università di Trieste, con la guida di Giorgio Fontolan, professore di Morfodinamica costiera di UniTs. «Non ci sono più dubbi che il mare sta salendo», ha annunciato lo studioso.

Alla luce di questo Antonioli e il suo gruppo lavorano prendendo in considerazione le previsioni del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc), basato sul grande aumento di Co2 rispetto al conseguente aumento del livello del mare dovuto allo scioglimento dei ghiacci, e sommano a questi numeri alcuni movimenti verticali delle coste italiane. Ne vengono fuori delle mappe «molto definite con le linee di dove arriverà il mare in molte regioni, se non ci sarà un'inversione di tendenza o si inseriscano opere ingegneristiche come le idrovore».

Studia direttamente in acqua l’innalzamento del mare Furlani, con il suo progetto Geoswim che analizza le coste del Mediterraneo. «Dati che vengono utilizzati nei modelli – spiega il docente triestino -, tarati sul terreno, che danno previsioni matematiche per avere il riscontro attuale e passato e capire se dobbiamo aspettarci che ci sia un incremento maggiore della variazione del livello marino oppure sia ridotto a seconda del tipo di costa».

E di nuove tecnologie legate alla protualità ha parlato fra gli altri e Giovanni Massari, responsabile sviluppo robotica subacquea di Saipem, intervenendo
all’incontro “Dove sbarcano le nuove idee: i porti come spazi di innovazione” ha presentato l’Hydrone è un nuovo ibrido di minisottomarino per l’ispezione e la manutenzione dei campi subsea, comandato a distanza e manovrabile attraverso una piattaforma modulare estensibile. (b.mo.)

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

I SEGRETI, LE TECNICHE, GLI STILI

La guida al fumetto di Scuola Comics