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Juliet si festeggia in mostra a Roma

Cinque artisti per la storica rivista nata nel 1980

Juliet festeggia i trentasette anni di attività alla Sala 1 Centro Internazionale d'Arte Contemporanea (Piazza di Porta San Giovanni) di Roma. La capitale ospita il compleanno della rivista nata a Trieste anticipando di qualche mese il suo esordio del dicembre 1980.

“Juliet art magazine” negli anni ha conquistato la simpatia del grande pubblico anche in virtù di una lunga serie di speciali, di supplementi annuali, di cataloghi d’arte, di libri e di numerose pubblicazioni oltre alle trecento, circa, mostre organizzate con artisti italiani e stranieri. La rivista, diffusa non soltanto su territorio nazionale, celebra oggi il suo compleanno con un incontro nel quale verranno proiettati documenti e filmati relativi alla storia della testata.

In una sala attigua saranno esposte opere di Elisabetta Bacci, Carlo Fontana, Mark Kostabi, Giovanni Pulze, Antonio Sofianopulo, una mostra che documenta la caparbietà di Juliet di essere nel tempo un riferimento artistico di intensità e valore. La cura dell’evento è di Mary Angela Schroth, direttrice della Sala 1. La rivista si pregia del logo che fu scelto da Oreste Zevola, un artista napoletano che in quegli anni risiedeva a Trieste.

Il titolo, così particolare, non legato esclusivamente alla codificazione del termine “Art”, fu scelto proprio perché potesse collocare la rivista su una linea sconfinante nel campo della moda, del fumetto, o del design. Negli anni la decisione fu vincente anche se non sempre ha incontrato la benevolenza di un certo tipo di critica, ma “Juliet art magazine”, seppur la si voglia definire una rivista anomala, ha al suo attivo centottanta numeri e una lunga serie di edizioni speciali.

Il primo fascicolo, ricorda Roberto Vidali, direttore della rivista, «era un piccolo corpo informe e quasi privo di sostanza di rivista in bianco e nero poi si è aggiunta la carne e il muscolo. Si sono aumentate le pagine, si è aggiunto il colore», con il tempo si sono create interessanti sinergie che hanno dato vita a materiali promozionali, quali t-shirt, piastrelle, calendari e manifesti.

Lo staff di Juliet ha organizzato interessanti mostre di artisti italiani e stranieri tra i quali Luigi Ontani, Jan Knap, Piero Gilardi, Mark Kostabi, Claudi Massini, Maurizio Cattelan, Zivko Marušic. «Sono stati anni faticosi - dice Roberto Vidali a proposito della lunga attività del periodico - ma anche di grande soddisfazione. Procedere nella realizzazione di una molteplicità di prodotti editoriali (riviste, cataloghi, extra issues) significa convivere all’interno di una famiglia allargata: non si è mai soli e non si resta mai inattivi».

E si rammarica dello scarso interesse per la rivista mostrato dalle istituzioni pubbliche preposte a sostenere le iniziative culturali cittadine. Il lavoro di Vidali viene da lontano, da quando negli anni Settanta, operava, quale direttore della sezione arti visive, nella Cappella Underground a Trieste. Centoventi metri quadri di spazio espositivo nel quale organizzare mostre e creare eventi. Verso la fine degli anni Settanta, in seguito a sporadiche collaborazioni editoriali con la rivista di settore “Questarte,” assieme a un gruppo di amici (gli artisti Oreste
Zevola e Antonio Sofianopulo, il promotore Rolan Marino, l’architetto Davio Fabris e la collezionista Giuliana Ferrara) Roberto Vidali ha dato il via a un'avventura che ha collezionato una lunga serie di successi e ha ancora molto da proporre e da offrire.

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