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L’esodo dei fan per i Rolling Stones in Stiria

Già dieci i pullman in partenza fra Trieste e Udine per assistere sabato al concerto della più grande rock band di tutti i tempi

di Maurizio Lozei

Al momento sono una decina i pullman che sabato partiranno da Trieste, Monfalcone, Udine e Pordenone alla volta della Stiria per raggiungere quel Red Bull Ring di Spielberg dove si esibiranno i Rolling Stones per la terza data del loro “No filter tour” iniziato sabato scorso a Amburgo.

Quella che molti definiscono e ancora considerano la più grande band di Rock and Roll di tutti i tempi è di scena in dodici piazze diverse del vecchio continente. Per gli appassionati del Friuli Venezia Giulia l’autodromo austriaco non è troppo lontano; inoltre, il 23 settembre potranno fare il bis recandosi a Lucca, unica data italiana degli Stones.

Per far capire quanto entusiasmo suscitino ancora Mick Jagger e compagni basti sapere che oltre ai torpedoni regionali ce ne saranno ben 32 in arrivo dalla Slovenia e 25 dalla Croazia. È previsto un afflusso complessivo non lontano dalle 80. 000 unità, sperando che il tempo sia dalla parte di chi ama questi inossidabili, intramontabili rockettari. Il concerto si svolgerà nell’ampio prato che si trova di fronte all’autodromo. Per chi si accingerà alla trasferta ci sono alcune indicazioni: le severe misure di sicurezza previste consentiranno a ogni spettatore di poter portare con sé solo una borsetta o un marsupio. Per saperne di più i siti sono www. stones-spielberg. at e www. radioattivita. com.

I biglietti sono disponibili per tutte le categorie di prezzo, dalla minima di 110 euro a quella più salata di 540, e possono essere acquistati a Trieste nella sede di Radioattività di via Campo Marzio 6 (telefono 040/304444) e al Ticketpoint di Corso Italia. Ma attenzione: gli organizzatori consigliano di non arrivare al Red Bull Ring con la propria auto. Preferibile raggiungere Spielberg con treni e bus navetta perché i parcheggi risultano distanti. C’è anche l’opportunità del campeggio.

Per gli appassionati degli Stones, ci sono già informazioni che girano in rete sui contenuti delle prossime performances. La scaletta eseguita a Amburgo, oltre a alcuni classici del primo periodo, quello beat, mette in evidenza le incisioni prodotte all’indomani della morte di Brian Jones, ovvero il periodo 1969 – 1974, quando al biondo polistrumentista subentrò Mick Taylor, uno dei chitarristi britannici del blues revival più interessanti e capaci.

In quel periodo inoltre i Rolling Stones inaugurarono la loro personale etichetta discografica e si trasferirono all’estero per sfuggire i salassi praticati dall’agenzia delle tasse. Dopo l’apertura di “Sympathy for the devil” , il brano più significativo di “Beggar’s Banquet” (1968), gli Stones hanno proposto in Germania “It’s only rock n’roll” dall’omonimo album (1974), “Tumbling dice” dal doppio “Exile on the main street” (1972), il tanto azzeccato quanto sconcio “Honky tonk women” (1969) e ancora “Dancin with Mr. D. ” da “Goat’s head soup” (1973). Dal fortunato “Sticky fingers” (1971), la cui copertina venne concepita da Andy Warhol, suoneranno una delle loro più riuscite riff-song, ovvero la tossica “Brown sugar” , quello zucchero marrone che altro non era che quel derivato oppiaceo, l’eroina, in cui particolarmente Keith Richards indulse senza freni. Del primo nucleo di quei Rolling Stones che iniziarono nel Regno Unito nel 1962 sono rimasti innanzitutto Mick Jagger, front man e sex symbol impareggiabile e inimitabile e Keith Richards, l’uomo degli eccessi ma anche il chitarrista che insieme a Jagger ha firmato tanti successi.

E tengono botta pure il batterista Charlie Watts e il chitarrista Ron Wood, già gregario di lusso con Rod Stewart e Jeff Beck. Che cosa resta oggi del mito Rolling Stones, a oltre cinquant’anni dalla loro comparsa sulla scena Rock? Soprattutto il loro imperdibile e omonimo primo album del 1964 e un pugno di sporchi e grintosi 45 giri con i quali continuano a far ballare generazioni su generazioni. Sul loro stile
di vita meglio sorvolare.

Ma nonostante i loro vizi e stravizi, sono ancora là, ultrasettantenni, a muovere maree di appassionati che li adorano. E dunque lunga vita ai Rolling Stones, con l’auspicio che continuino a rotolare ancora per anni!

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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