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Il gotha degli autori «La poesia? Più viva e prolifica che mai»

A Pordenonelegge dal 13 al 17 settembre più di cento tra i maggiori autori contemporanei con i loro libri  

È forse il primo anno che siamo stati risparmiati dal tormentone mediatico sullo stato di salute della poesia. Ogni estate, puntuale, probabilmente per carenza di notizie, la poesia veniva ripescata con la classica sentenza della sua morte, seguita da un dibattito sulle colpe di questa malattia: cioè se il motivo del poco seguito di lettori fosse causa degli autori o degli editori. Come se la poesia non fosse mai stata un genere di nicchia e si pretendesse, nel terzo millennio, di farne un genere da best seller. Vero è che è proprio la sua condizione di nicchia a dettare i codici della letteratura, a garantirne il non appiattimento.

Il dibattito, su questo fronte, è sempre stato piuttosto audace, c’è stato chi, per confermare il malessere della quinta musa, profetizzava la chiusura di collane storiche, come lo Specchio Mondadori, che non solo continua a essere viva e vegeta, ma si è anche aperta a giovani poeti under 40 come Alberto Pellegatta. Questa sì una vera rivoluzione se pensiamo che lo Specchio, ovvero la collana storicamente più importante della poesia italiana, oggi diretta da Maurizio Cucchi, molto difficilmente si è aperta ad autori più giovani.

Tuttavia c’è chi continua a lamentarsi, addirittura a denunciare il fatto che non esiste possibilità di pubblicazione, se non a pagamento, quando le collane di poesia che procedono a una selezione in base alla qualità esistono eccome. Lo stesso va detto per le tante rassegne a partire da festival come Pordenonelegge, in grado di creare all’interno del calendario un altro festival dedicato al verso. Proprio a Pordenonelegge, dal 13 al 17 settembre, verranno ospitati circa un centinaio di poeti, di tutte le età e di tutte le nazionalità, con nomi che sono indubbiamente i più importanti della poesia italiana e straniera. Insomma, a guardare il calendario dell’iniziativa friulana pare proprio che la poesia goda di ottima salute sul fronte della ricerca. E su quello della pubblicazione, con buona pace di chi soffre per la mancanza di attenzione al verso.

Nel frattempo il 2016 e il 2017 sono stati costellati da libri rilevanti, un trend che non pare abbia intenzione di fermarsi, sia volgendo un occhio a ciò che possiamo ormai considerare classico, sia mettendo in luce la poesia contemporanea. Una tendenza che trova conferma in omaggi importanti al festival pordenonese. Il primo a Giuseppe Ungaretti con la lezione del suo maggior critico, Carlo Ossola. E poi con la presentazione in anteprima di “Lettere a Bruna” (Mondadori) curato da Silvio Ramat, l’epistolario inedito che il poeta de “L’Allegria” ha sviluppato con il suo ultimo amore, l’italo-brasiliana Bruna Bianco, allora ventiseienne. Un altro omaggio è la pubblicazione dell’opera omnia di Mario Benedetti, edita da Garzanti, un volume che permette una prospettiva più poliedrica del poeta friulano, dal 1994 residente a Milano, e che ha fatto molto parlare di sé in questi ultimi anni per questioni di salute che l’hanno costretto a una sorta di isolamento. Benedetti ha un profilo originale, alto, capace di un’ispirazione lirica che affonda in un’esperienza fatta di paesaggi e persone, poeta visivo, poeta dello stupore e della memoria, verrà presentato a Pordenone dal direttore della rassegna, Gian Mario Villalta, con Antonio Riccardi e Stefano Dal Bianco.

Ma insomma, in questi ultimi mesi non sono certo mancate importanti pubblicazioni, di autori già conclamati, ma anche di poeti molto più giovani. Per chi volesse sfidare la propria reticenza tenga presente le ultime raccolte di Anna Maria Carpi, Giorgio Orelli (editi da Marcos y Marcos), Andrea de Alberti, Maurizio Cucchi, Cees Nooteboom, Hans Magnus Enzesberger (Einaudi), Alberto Pellegatta (Mondadori), Gian Mario Villalta (Lietocolle), Davide Rondoni (La Nave di Teseo), Charles Simic (Adelphi), Franco Buffoni (Manni), Valerio Magrelli (Carteggi Letterari), Cristina Annino, Philip Schulz (Donzelli), Marina Cvetaeva (Nottetempo). E va indubbiamente segnalata l’antologica edita da Fazi “Valentino Zeichen. Le poesie più belle” (pag. 233, euro 15), il poeta fiumano di adozione romana scomparso un anno fa. Un poeta, Zeichen, in assoluto predisposto a quella declinazione arte/vita che ne hanno dettato l’originalità. Una poesia provocatoria, dove Roma la fa da padrone, sempre al centro della sua poetica, carica di malinconia, crudeltà, dandysmo e di una bellezza troppo piena. L’antologia raccoglie testi dal suo primo “Area di rigore” (1974) a “Casa di rieducazione” (2011). All’opposto, immerso in un’urbanità tutta milanese, meno chiassosa ed enfatica, da poco è uscito anche “La parola data” (Mimesis) che raccoglie alcune interviste a Milo De Angelis, con Cucchi e Magrelli il maggiore poeta del nostro tempo, corredato dall’elegante dvd di Viviana Nicodemo, un contrappunto adeguato al percorso deangelisiano. Un libro che fa luce non solo su una poetica, ma sull’essenza dell’arte che si alimenta di ossimori, contraddizioni, contrasti, senza i quali non c’è dinamica e non c’è, soprattutto, tragedia, elemento essenziale per chi si voca al verso. Ma si evidenzia soprattutto un aspetto anti consolatorio che non ha nulla a che fare con certe epicità retoriche, che talvolta piacciono tanto agli epigoni. De Angelis è piuttosto chiaro: certo la morte scaraventa ogni nostro progetto nell’assurdo, ma la morte si alimenta anche di vita, di adesione alla vita.

E cosa c’è di più vitale di quel contrasto che la tragedia mette in atto? E poi, per gli appassionati, è uscito appunto il Meridiano Mondadori di Sandro Penna, curato da Roberto Deidier, che accoglie poesie, prose e alcuni diari inediti. Oltre a diversi appuntamenti con alcuni autori sopra citati, a Pordenone saranno presentate anche alcune collane che da anni svolgono un lavoro di ricerca e di diffusione. Prima fra tutti la Gialla e Gialla Oro, una coedizione di Lietocolle e Pordenonelegge e che quest’anno pubblica ben otto volumi tra cui Franco Buffoni, Martha Canfield e il polacco Jeroslaw Mikolajewski.

A questo proposito da segnalare a Pordenone anche i focus sulla poesia serba, ungherese e polacca con alcuni tra i migliori poeti delle ultime generazioni, e ancora presentazioni di autori come Claudio Damiani e Serena Vitale. Molto spazio sarà riservato anche alle collane già accreditate e a quelle nuove come Lyra di Interlinea, diretta da Franco Buffoni, che presenterà la raccolta di Marco Corsi. Sempre Buffoni introdurrà il XIII Quaderno di Poesia (Marcos y Marcos), dove è presente anche il giovane friulano Daniele Orso. E ancora i Quaderni di poesia di Stampa, presentati da Maurizio Cucchi e la collana Marcos Y Marcos introdotta da Fabio Pusterla. Al dibattito sullo stato della poesia contemporanea, parteciperanno i critici più riconosciuti e vicini al genere: Roberto Galaverni e Alberto Bertoni, quest’ultimo anche poeta. Di conseguenza allo stupore suscitato invece dall’esame di maturità, da apprezzare l’approfondimento riservato a Giorgio Caproni dal titolo, non privo di ironia: “Caproni chi?” , condotto da Mario Santagostini.

Ma molti altri saranno gli incontri (tutti rintracciabili in www. pordenonelegge. it), letture, focus e i nuovi “corner” dedicati al verso nella Libreria della Poesia che è un’ulteriore testimonianza dell’interesse dei
lettori, se ben indirizzato. La Libreria infatti sarà allestita in pieno centro a Palazzo Gregoris, non distante dalla Loggia dove, come ogni anno, a partire dalle 21, i poeti chiuderanno le giornate pordenonesi con dei reading guidati da Roberto Cescon.

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