Quotidiani locali

spettacolo

Trieste, viaggio in musica di due marinai sulle coste adriatiche

“Machinista, machinista dage oio” è lo spettacolo in programma lunedì 17 luglio alle 21, a ingresso libero, nel Cortile delle Milizie del Castello di San Giusto

La musica, il folklore dialettale, alcuni frammenti di storia del territorio raccontati tra molto colore e altrettanta fantasia. Tutto questo all’interno del canovaccio di “Machinista, machinista dage oio” , spettacolo in programma stasera alle 21, a ingresso libero, nel Cortile delle Milizie del Castello di San Giusto, serata racchiusa nel cartellone di “Trieste Estate 2017” , curato e promosso dal Comune.

La rappresentazione porta la firma dell’Associazione delle comunità istriane in collaborazione con la Comunità di Muggia d’Istria, allestimento ideato da Andrea Sfetez basato sul testo di Franco Stener, accompagnato dalle note della Serenade Ensemble (Accademia regionale di strumenti a fiato di Muggia), ma che vive di ulteriori contributi in chiave artistica grazie al supporto sul palco da parte della Banda Cittadina di Muggia “Amici della Musica”, il coro Scout Trieste, il coro Semplici note di Muggia, il coro Tabor di Opicina e quello della Comunità italiana di San Lorenzo–Babici. Insomma, molte le sigle in campo ma un solo intento: quello di poter regalare uno spettacolo all’insegna della “leggerezza” giocando su chiavi, parole e profumi di altri tempi.

La commedia pesca infatti dai canoni dell’intrattenimento dialettale, portando in scena per circa un’ora la caratterizzazione di due marinai muggesani in auge ai primi del Novecento, imbarcati nello specifico su una “brassera”, barca adibita per il trasporto del “maselegno”, altro termine gergale del copione e qui indicante la tipologia della pietra di cava muggesana, fondamento per la costruzione di abitazioni e moli.

Attorno ai dialoghi dei due marinai, le cui voci sono di Marco Stener (capobarca) e Sergio Maggio (secondo), ruota l’intero scenario dipinto in una sorta di maldobria marinaresca e colorata dai riferimenti ai porti di Trieste, Grado, Fiume e Zara, dagli scali nel vecchio Litorale istriano e da un’ironica tavolozza di temi e patemi legati al lavoro, al vivere quotidiano, alla società del tempo e al “morbin”.

Un ruolo essenziale dell’opera è data dalla musica, con il contributo della Serenade Ensemble, associazione anch’essa muggesana, presieduta da Cristiano Velicogna e per l’occasione chiamata a una colonna sonora giocata su marce di ordinanza
o di rappresentanza della Marina austriaca. Il cast musicale di “Machinista, machinista dage oio” è inoltre completato dalla presenza del fisarmonicista David Zerjal, dalla consulenza di Andrea Sfetez e da Giulia Fonzari in veste di maestra del coro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

LE GUIDE DE ILMIOLIBRO

Corso gratuito di scrittura: come nascono le storie