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“Da Trieste a Zara”: canti e letture a San Giusto

Domenica 16 luglio alle 21 nuovo appuntamento al castello di San Giusto (bastione Rotondo) nell’ambito di Trieste Estate: la Cappella Tergestina sarà protagonista del concerto “De Trieste fin a Zara”

TRIESTE Stasera (domenica 16 luglio) - alle 21 - nuovo appuntamento al castello di San Giusto (bastione Rotondo) nell’ambito di Trieste Estate: la Cappella Tergestina sarà protagonista del concerto “De Trieste fin a Zara” per soli, coro e strumenti con lettura scenica che propone un’ampia panoramica di canti del repertorio giuliano, dalmata e friulano.

Interpreti d’eccezione della serata (a ingresso libero) saranno il Coro diretto dal maestro Marco Podda (che quest’anno festeggia i 25 anni dalla sua costituzione), Antonio Kozina (eclettico violinista presente in numerose produzioni discografiche), e al pianoforte Manuel Tomadin, probabilmente l’organista più decorato in varie competizioni della sua generazione, oltre a Giulia Diomede, giovane e poliedrica attrice.

Con questo nuovo progetto artistico Marco Podda e la Cappella Tergestina presentano un repertorio che favorisce la rivalutazione e la diffusione di un patrimonio etnofonico un tempo molto presente sul nostro territorio ma a poco a poco sempre meno eseguito. Nel corso degli anni è stata fatta dagli studiosi un’importante opera di ricerca ma all’esecuzione si rivolge ancora oggi poco impegno. Così è nata l’idea di incidere un compact disc che è stato realizzato dalla Cappella Tergestina con il patrocinio dell’Associazione giuliani nel mondo e grazie al sostegno della Bcc di Staranzano e Villesse; l’immagine in copertina è stata gentilmente concessa dall’archivio informatico dell’Istituto regionale per la cultura istriano, fiumano e dalmata di Trieste (Irci). È possibile acquistare il cd “De Trieste fin a Zara” scrivendo all’e-mail info@cappellatergestina.it

Molti fra i brani scelti sono poco conosciuti, in alcuni casi inediti, strettamente legati all’area geografica in questione, ed è importante presentarli non solo all’interno ma anche al di fuori dei territori d’origine per arrivare soprattutto ai giovani attraverso il coinvolgimento delle numerose comunità di giuliani presenti nel resto d’Italia e nel mondo. Alcuni canti sono ben noti ai triestini come appunto “De Trieste fin a Zara” e “La mula de Parenzo”, prediletti dalle comitive festose, “Molighe ‘l fil che ‘l svoli” è un adattamento popolare in versi scherzosi di una famosa marcia austriaca di Schrammel, compositore viennese. “La posta de Treviso” nacque a Trieste all’epoca delle diligenze ed è ricca di effetti imitativi. Scorrendo gli altri titoli è facile immaginare la provenienza

dei canti, “A Cittanova”, “Viva Piran la cara”, “Madonnina del Mare”, “Le campane del cielo di Dalmazia” accendono la nostalgia e i ricordi. Le suggestive elaborazioni sono di Marco Podda, Mario Macchi, Marco Sofianopulo, Maria Susovsky.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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