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Dai banchi al rock a Trieste vincono i Rêver Il concorso del “Piccolo” vede al secondo posto i Love Guns del Žiga Zois e al terzo i T-Time del Carducci-Dante e Volta

TRIESTE. Sono i Rêver, gruppo di scuole miste, ad aggiudicarsi il primo posto alla “battaglia delle band”, organizzata dal Piccolo, seguiti dai Love Guns dell'Istituto tecnico Žiga Zois e dai T-Time...

TRIESTE. Sono i Rêver, gruppo di scuole miste, ad aggiudicarsi il primo posto alla “battaglia delle band”, organizzata dal Piccolo, seguiti dai Love Guns dell'Istituto tecnico Žiga Zois e dai T-Time del Liceo Carducci-Dante e dell'Istituto tecnico Volta. Classifica decisa dal confronto tra il voto popolare online e la giuria di esperti formata da Rossana Luttazzi, Presidente della Fondazione Lelio Luttazzi, Gabriele Centis coordinatore della Casa della Musica e Matteo Firmi, vicedirettore della Civica orchestra a Fiati G.Verdi-Città di Trieste. Il podio iniziale, dato dalle preferenze sul sito del Piccolo, che vedeva al primo posto i Love Guns, al secondo i Raving Garden e al terzo Elinor Scoltock e Nicholas Prete si è sorprendentemente ribaltato. La premiazione si terrà domani alle 18.30 in un evento alla Casa della Musica, con l’esibizione dei gruppi vincitori.

«È stato un po' difficile scegliere e valutare le band – spiega Gabriele Centis –: alcune erano più strutturate dal punto di vista della produzione musicale, altre invece si appoggiavano sul live. In certi casi può essere apprezzabile la registrazione dal vivo, perché si può vedere se c'è quell'energia che coinvolge il pubblico, come, viceversa, dal punto di vista della registrazione, è interessante l’idea di produzione, di stare in studio e lavorare sul proprio pezzo». Ascoltando i dodici brani, la giuria ha prestato molta attenzione all'aspetto tecnico: «C'è buona volontà – dice Matteo Firmi –; si vede che ci sono dei tentativi di fare qualcosa di diverso e dal punto di vista tecnico è presente una struttura». «Ho notato una buona preparazione tecnica, come quella del duo acustico di chitarre» prosegue Rossana Luttazzi «Mi hanno colpito i primi due pezzi che ho ascoltato; c'è una voce femminile in particolare che è davvero bella».

Se alcune delle band dimostrano una notevole padronanza del linguaggio musicale, condita da uno stile personale, altre, invece, sembrano non avere ancora un' identità ben definita. Per Firmi, questo è dipeso anche dal fatto che alcuni pezzi erano di durata troppo breve per delineare l'identità del gruppo. Rossana Luttazzi ha riscontrato in alcune band un certo rimando ai gruppi inglesi, a discapito dell'originalità: «In alcuni casi manca un'identità, ma questo è un fenomeno che oggi si riscontra un po' ovunque. Ciò non accade se sei tu con uno strumento solo: lì salta fuori se hai personalità, tecnica, se sei un vero musicista». Come dice Centis, «la musica non è una competizione sportiva per cui la cosa più importante per i ragazzi è confrontarsi, fare esperienze, attraverso questo tipo di iniziative che rappresentano un’opportunità per avere visibilità».

Alcuni gruppi sono più maturi dal punto di vista compositivo, altri invece sono più ferrati con l’energia del live, altri ancora più legati ad una sana attività musicale in termini

formativi. Ma la passione per la musica è l'anello di congiunzione fra le band. «Si denota una bella idea di ritrovarsi, anche a casa, come si faceva una volta – aggiunge Centis. Per i ragazzi, ciò che è importante è soprattutto il piacere di suonare assieme».

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