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Che nostalgia di Gardaland

Gardaland è un non-luogo che attira oceani di persone. Ma è anche il simbolo dell’adolescenza che non vuole terminare. Dell’attaccamento a un tempo che regala sogni, illusioni, promesse spesso...

Gardaland è un non-luogo che attira oceani di persone. Ma è anche il simbolo dell’adolescenza che non vuole terminare. Dell’attaccamento a un tempo che regala sogni, illusioni, promesse spesso difficili da mantenere.

La veronese Emmanuela Carbé ha costruito un romanzo che si muove tra le navi dei corsari e le tombe dei faraoni, tra il villaggio western e le terrorizzanti montagne russe. Ma “L’unico viaggio

che ho fatto”, pubblicato da minimum fax (pagg. 118, euro 14) è anche la storia molto personale di un’adolescente che guarda a quel tempo da molto lontano. In una quotidianità che quasi mai riesce a corrispondere ai nostri desideri. E proprio per questo apre un varco enorme alla nostalgia.

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