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Sedmak, illustratore tra le note

Un passato da tuttofare e un futuro da quotato designer

Ha base a New York “3x3 Magazine”, una delle riviste più accreditate nel campo dell'illustrazione. Presto uscirà con due pubblicazioni speciali e 6000 art director sparsi per il globo si ritroveranno tra le mani, in questa bibbia della miglior produzione mondiale, anche i lavori di un illustratore triestino. Niente male per uno che ha iniziato a fare sul serio solo due anni fa. Una metamorfosi che sta portando Jan Sedmak , 33 anni, da un passato di tuttofare a un futuro da designer internazionale difficile da credere, persino per lui.

«Un merit award assegnato a me come ad altri 150: importante fino a un certo punto – si schermisce -: lo è per me perché segna una tappa, essendo ancora emergente». Piedi per terra ma nessuna paura di guardare avanti e, soprattutto, molto in alto. Merito del suo “Gatto di Natale”, nato su commissione di una casa editrice prestigiosa come Corraini, finito di botto su Vanity Fair, Style arrivando fino a New York.

 

 

Ma la sua eclettica produzione non si ferma qui, alternando illustrazione editoriale, poster per campagne e festival (tra cui “Una montagna di libri” di Cortina), serigrafie su borse e t-shirt, animazioni, artwork per cd musicali, tra cui per Cortex e Toni Bruna, con cui è andato persino a suonare il clarinetto in tour, 40 date fino a Barcellona con tanto di live a Radio2.

Perché non si fa mancare niente Sedmak, che sia un murales a Umago a suggello delle esperienze di writer, una mostra su Joyce a Dublino o le lezioni al Politecnico di Milano che dal 2015 è chiamato a tenere, raccontando a 105 studenti l'affascinante divenire dei suoi lavori, da tratti sbozzati sulle Moleskine a raffinate opere editoriali.

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Sedmak è autodidatta: a 11 anni il sacro fuoco - «non riuscivo a trovare le parole» - a 18 lo sviluppo di un linguaggio finalmente suo. «Ho pensato: cancello tutto e ritorno a disegnare come i bambini». Un «lasciarsi andare» che lo libera dai tecnicismi, depurandone lo stile e ricavandone un tratto stilizzato, allora anche crudo, violento, oggi inconfondibile.

Lo ha stanato anche il “Corriere” per il supplemento d'arte e design “Living”, segnalandolo tra le eccellenze della creatività made in Trieste. Viene da chiedersi come mai nella città dai cinque festival cinematografici nessuno abbia ancora pensato di avvalersi del suo segno. «In realtà una collaborazione c'è, per Maremetraggio: uno tsunami d'acqua che, traboccando dallo schermo, invade una sala. Ma – racconta divertito - l'ho fatto vincendo un concorso e avevo appena 16 anni».

Articolo pubblicato nella decima puntata di Controculture

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