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La verdura detta legge, condita col jazz

Da mercoledì a domenica, di sera, al Serra Hub primi piatti, infusi, pizze salutiste

Esiste ancora l’entusiasmo giovanile? Sì, per fortuna. Basta guardare negli occhi Massimo, Luca, Daniele, Francesco, Stefano per capire che è così. Ragazzoni poco più che ventenni che hanno il sacro furore della loro età nello sguardo e, in almeno due casi, sono rientrati in città dopo esperienze all’estero. Perchè Trieste respinge e poi ti ricattura, come una calamità.

Il risultato è questo “Serra Hub”, locale giovanilista ma non solo, di tendenza ma non solo, salutista ma non solo. Originale, in un concetto. Ci voleva coraggio per tirar fuori qualcosa da questo spazio, peraltro eccezionale, passato attraverso varie gestioni più o meno fortunate, sempre meteoriche.

Adesso, ed è la cosa più divertente, questo è un vero work in progress, dove a cambiare non è solo il menù, ma l’orario, i giorni di apertura, tutto. Al momento si sono stabilizzati sulla fascia mercoledì-domenica, ma solo di sera. La prima esperienza, diciamo così, diurna, non è stata esaltante, se ne riparlerà. Perchè per tre giorni alla settimana qui detta legge la musica, con affollatissime serate di jazz e cucina a menù fisso.

La lista fa capire da subito che qui la verdura la fa da padrona. Non i vegetariani, non i vegani, ci tengono a far sapere i soci, la verdura e punto. Che si estrinseca in piatti come il risotto alla zucca, radicchio rosso e prezzemolo, magari le pennette aglio olio e cavolo nero. Sorseggiando, perchè no, un estratto di carota, melograno e mela, infusi, altri combinazioni “sane” ma, soprattutto, gustose. Senza dimenticare le pizze, un superclassico vista la fauna dominante di studenti universitari.

Hanno grandi idee, i nostri. Hanno iniziato proponendo delle birre artigianali rigorosamente targate Friuli Venezia Giulia, adesso vanno avanti allestendo una cantina di ottime etichette (Kocjancic, Cheber e altri), hanno allo studio novità in chiave gin, visto il successo dei loro gin tonic, sono i primi a proporre il “Poni”, quotato whisky di malto della Val Venosta. Nicchie, insomma. Di qualità.

E anche se volete assaggiare le tante specialità (che, detto per inciso, cambiano ogni settimana), Francesco, l’unico non triestino, umbro con esperienze a Parigi e in Corsica, è in grado di offrire una degustazione con cinque portate a 20-25 euro. In relax.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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